(Il Messaggero - U. Trani) - Ride Osvaldo all’Olimpico. E’ l’unico che ne ha voglia,perché qui l’aria di festa proprio non si respira, con le curve silenziose almeno fino ai cori contro Napoli. Atmosfera fredda e inquietante che contagia lo spettacolo e la Roma, anche se nel pomeriggio c’è il rinnovo di Pjanic fino al 2018 e la sconfitta contro la Juve passa presto in secondo piano. Ma l’ex centravanti giallorosso, primo centro in campionato, si toglie la soddisfazione di far scivolare Garcia in casa proprio nell’ultima partita: 0-1. Mai successo in questo torneo.Bisogna tornare all’8 maggio 2013, con il Chievo e con Andreazzoli in panchina,il tecnico che escluse l’italoargentino poi nel derby di Coppa Italia e che si prese del laziale dal centravanti. Conte si aggiudica pure il secondo scontro diretto (è stato battuto solo nel terzo in Coppa Italia), allunga ulteriormente in classifica (più 14) e conta 99 punti, record in A.

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SCELTE ANNUNCIATE La Roma, per la prima volta, perde due gare di fila, quarta del torneo. Dal Massimino, prestazione sotto ritmo con il Catania di otto giorni fa, è come se si fosse chiamata fuori.Anche se la gara è inutile, i due rivali cercano di utilizzare i migliori interpreti. Per il prestigio e per il pubblico. Garcia fa accomodare in panchina De Sanctis, Maicon e Dodò. In porta va Skorupski, al debutto in serie A, i terzini sono Torosidis e Bastos, utilizzati in coppia solo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia persa contro il Napoli al San Paolo. A centrocampo torna Nainggolan e davanti rientra Destro. Il centravanti, arrugginito per i quattro turni di stop, per entrare nella lista dei 23 convocati per il mondiale deve recuperare la condizione perduta. Gli resta solo unapartita. Vola, invece, Gervinho che a destra crea le occasioni migliori per i compagni: Torosidis, però, segna di mano e Calvarese, arbitro addizionale d’area, segnala l’irregolarità a Russo che annulla e Nainggolan, sempre servito dall’ ivoriano, calcia alto. Anche Conte rinuncia a tre titolari: Buffon e Marchisio sono in panchina. Storari si esalta sempre contro i giallorossi: se ne rende conto Gervinho, prima dell’intervallo. Il portiere di scorta è bravo a intercettare il pallonetto fiacco dell’ivoriano. Le chance della Juve, nel primo tempo, sono tre: sinistro di Llorente deviato da Skorupski, colpo di testa centrale bloccato dal polacco, e il palo di Pogba.

RUSSO SCADENTE Se le curve non tifano per mezz’ora, in campo c’è tensione tra i giocatori. Totti non stringe la mano a Chiellini, dopo uno scontro (20?), e il difensore bianconero,due minuti più tardi, prende il giallo per un’entrata dura e inutile (a metà campo) sul capitano romanista che a fine ripresa sarà ammonito per uno sgambetto proprio all’avversario. L’arbitro Russo vede poco eniente. Gli sfugge di sicuro, nel secondo tempo, la gomitata di Chiellini a Pjanic in area giallorossa (12?). Episodio da prova tv e quindi da consegnare anche al ct Prandelli.

SPINA ORMAI STACCATA La Juve sembra più affamata della Roma. A confermarlo le occasioni da gol nei due tempi, pure se Storari risulterà decisivo nella ripresa su Nainggolan e Florenzi. Conte vuole i 100 punti e il gruppo lo sostiene. Adesso può raccoglierne addirittura 102, superando se stesso. Deve dire grazie a Osvaldo che entra tra i fischi e chiude il match al fotofinish, su cross di Lichtsteiner, con il destro appoggiato di classe sotto la traversa (50?). Il graffio dell’italoargentino è doloroso. Anche perché, di lì a poco, inizia la festa romanista per la Champions ritrovata. Il club giallorosso annuncia il rinnovo di Pjanic che fa esplodere di felicità la gente, i giocatori scendono in campo con i loro bambini. Nel gruppo anche Balzaretti e Strootman.

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