Roma, gli imbarazzi e le scuse

“La partita di Barcellona può essere definita solo imbarazzante e ce ne dispiace. Posso chiedere scusa ai tifosi della Roma, a tutti, soprattutto a quelli che hanno viaggiato ed erano presenti allo stadio” ha dichiarato ieri Baldissoni

di Redazione, @forzaroma

Ieri Baldissoni ha chiesto scusa per la “prestazione imbarazzante” di Barcellona. Questa Roma, quella americana, quella parola, cioè scusate, non l’aveva mai detta finora e non era successo nemmeno a Garcia. Tutto ciò che è avvenuto di negativo è sempre stata colpa degli altri, scrive Alessandro Angeloni su “Il Messaggero“. Oggi è la società a cerca l’autocritica, lasciando un po’ Garcia spalle al muro.

Tra i vari nomi che spuntano per il dopo Garcia ecco anche Di Francesco. Intanto il dg ci mette la faccia: «La partita di Barcellona può essere definita solo imbarazzante e ce ne dispiace. Posso chiedere scusa ai tifosi della Roma, a tutti, soprattutto a quelli che hanno viaggiato ed erano presenti allo stadio. Ci hanno dato una dimostrazione importante. Al Camp Nou hanno tenuto loro alta la bandiera della Roma perché la squadra non ci è riuscita e per questo chiediamo scusa».

La squadra non ha perso gli obiettivi, scudetto e qualificazione Champions restano alla portata. Però qualche certezza, dopo quel tremendo 6-1, è caduta e il futuro immediato preoccupa il gruppo, l’allenatore e i dirigenti. «Sono momenti di crescita – dichiara Baldissoni – questa squadra dimostra di avere ogni tanto delle cadute inaspettate. Non è ancora terminato il processo di maturazione. Barcellona va accantonata ma non dimenticata. Siamo una squadra che ha degli obiettivi e che ha ancora la possibilità di raggiungerli. Obiettivi che costituirebbero un ulteriore miglioramento rispetto agli anni precedenti. Se passeremo il turno di Champions e lotteremo fino alla fine per lo scudetto vorrà dire che saremo migliorati».

E Garcia? «Gli allenatori e i giocatori vengono valutati per i risultati ma non domenica dopo domenica. Ogni partita non può cambiare giudizio su un allenatore o un giocatore. Alla lunga ognuno sarà responsabile dei risultati che porterà».

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