Svilar, Cristante, Koné e Dybala ai box, Malen squalificato. Gasp deve fare i conti con l'emergenza e torna a interrogarsi sulle risorse a disposizione

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Gasp aveva ragione: la rosa va allungata. Da Tresoldi a Endrick, passando per Greenwood

Il Real Madrid è alle spalle. O così pare. Qualche strascico inevitabilmente se lo porta dietro, tra chi ricorda quei maledetti otto minuti finali ("Calo fisico? Non c'entra nulla") e i tre calci d'angolo di fila dai quali è nata la clamorosa rimonta subita ("Avevo visto tre rigori sbagliati di fila lo scorso anno e pensavo fosse un bel record. Ma l'altra sera, con tre gol da corner, ci siamo superati..."). Gasperini, però, prova a guardare avanti. La sua Roma è di valore, ma limitata. Soprattutto a livello numerico. Non è un cruccio o un capriccio di un allenatore che cerca in qualche modo di spostare l'attenzione da una sconfitta che ha comunque lasciato il segno, al di là del reale peso sportivo che si porta dietro. È piuttosto - scrive Stefano Carina su 'Il Messaggero' - la certificazione pubblica che qualcosa, in estate, non ha funzionato. Anche perché questa sera, con le defezioni di Svilar, Cristante, Koné e Dybala ("Manu ha una lesione di primo grado, spero di riaverlo prima della sosta, magari con il Sassuolo, mentre Paulo è un risentimento al soleo, tornerà la prossima settimana"), più la squalifica di Malen, Gasp avrà a disposizione soltanto 16 calciatori di movimento: 11 in campo e 5 possibili sostituti.

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