Alla vigilia era stato buon profeta prefigurando il suo ritorno a Bergamo: «Ci saluteremo e poi non faremo prigionieri». Peccato però che sia stata l'Atalanta e non la sua Roma a prenderlo alla lettera, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Dybala e compagni, infatti, dopo un buon avvio subiscono la fisicità della squadra di Palladino, e preso il gol, non riescono a tornare in partita se non nella ripresa con Carnesecchi che però non deve compiere grandi interventi. Il rischio di somigliare ad un disco rotto è dietro l'angolo ma tant'è: ancora una volta questa squadra conferma di faticare maledettamente in zona gol, soprattutto negli scontri diretti. E i ritardi sul mercato per Raspadori e Zirkzee non aiutano. A pesare nei giudizi di una partita piena di alti e bassi c'è però il contestato gol di Scalvini che ha fatto discutere sia in campo che nel post-gara. Ora con la Juve appaiata in classifica inizia un altro campionato. Da disputare, magari, con un paio di attaccanti in più. La partita è subito bellissima. Uno contro uno in ogni parte del campo, ritmi forsennati che a volte inducono all'errore ma che regalano continui capovolgimenti di fronte. Nei primi otto minuti la Roma può segnare due volte ma prima Ferguson, liberato da Soulé, stoppa male il pallone allungandoselo. Poi Ederson si traveste da Befana e regala una palla d'oro a Dybala in area. L'argentino, a dir poco sorpreso, non riesce a concludere e scarica su Ferguson. L'irlandese centra Carnesecchi, poi ci riprova con un pallonetto che Kolasinac alza in angolo. E invece, quasi senza accorgersene, si trova costretta a rincorrere. Un gol, quello di Scalvini, molto contestato. Svilar, che a dir la verità "buca" l'uscita non avendo mai il controllo pieno del pallone, protesta vivacemente per una carica subita. Ma non finisce qui, perché Cristante lamenta anche un tocco con il braccio del difensore nerazzurro. Un fermo-immagine televisivo appare abbastanza chiaro in tal senso. Ma Fabbri, in versione Ponzio Pilato, aspetta il lungo consulto del Var che non ravvede né la carica tantomeno l'irregolarità.

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Roma, frenata tra i veleni
E nel finale la Roma balla ancora, costringendo Mancini e Hermoso a due gialli che faranno scattare la duplice squalifica a Lecce. In questo forcing sorprende come Dybala sia completamente fuori dal gioco. La Roma si affida a Soulé, anche lui non in gran serata, che all'ora di gioco si ritrova con Dovbyk terminale offensivo e Tsimikas a sinistra con Wesley a destra. Gasp però non è dello stesso avviso e toglie il ragazzo di Mar del Plata lasciando in campo la Joya che, su spunto di Wesley, ha la palla del pari trovando però la deviazione di Djmsiti. Sembra il prologo all'assalto finale e invece la Roma si spegne di colpo. Nemmeno un paio di petardi lanciati dallo spicchio di tifosi giallorossi (che nel primo tempo avevano colpito un fotografo) la riaccendono.
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