Roma, figuraccia prima del derby

Coppa Italia, giallorossi ancora travolti allo Stadium. Alla Juve basta il primo tempo per volare in semifinale con Ronaldo, Bentancur e Bonucci. Inutile l’autorete di Buffon

di Redazione, @forzaroma

La Roma scompare ancora allo Stadium: 10 ko su 10 visite in 8 anni, 24 gol incassati e 4 realizzati. E se in campionato, il 12 gennaio all’Olimpico, si arrende in 10 minuti davanti alla Juve, in Coppa Italia prende 3 reti prima dell’intervallo, come accadde anche 8 anni fa, in 5 mesi e sempre in serie A, con Luis Enrique e Zeman, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Il 3-1 di Torino nel turno secco dei quarti è umiliante. E preoccupa: domenica c’è la Lazio e i giallorossi in questa trasferta ha mostrato i loro limiti tattici e tecnici.

Il 4-2-3-1 di Fonseca va in frantumi dopo 20 minuti. Sarri, invece, ripropone il 4-3-3 senza Dybala. Davanti il tridente è di lusso: Douglas Costa, Higuain e Ronaldo. Il turnover chiama in causa pure Buffon, Danilo, Rugani. La presenza di Bentancur, fuori in campionato per aver ricevuto 3 turni di squalifica per l’espulsione in Supercoppa contro la Lazio, dà sostanza e qualità al centrocampo dei campioni d’Italia. E quella di Douglas Costa rende più geniale l’attacco già efficace con Higuain e CR7. Triste il paragone con quello romanista: Under, Kalinic e Kluivert.

La Juve spinge e si prende la superiorità nel possesso palla. La Roma tiene per 20 minuti, illudendosi di stare in partita. Fonseca chiede il pressing a Kalinic che non si accende. Kluivert vede il vantaggio, tocco in acrobazia che finisce largo, su cross di Florenzi. Che, però, offre la ripartenza decisiva ai bianconeri, perdendo palla e faticando nella rincorsa. Rabiot, 12 successi su 12 con lui in campo, appoggia per Douglas Costa che verticalizza per Higuain, svelto nell’apertura a sinistra per Ronaldo. Florenzi non c’è e Mancini tarda nella chiusura: sinistro per il vantaggio e 19° gol stagionale per CR7 (1° in assoluto in Coppa Italia). L’improvviso black out della linea difensiva indirizza il match. Cristante cammina, lascia la palla a Pjanic e si perde Bentancur che chiede il triangolo a Douglas Costa e irrompe in area per il raddoppio senza trovare il piede di Mancini, timido e sufficiente nel contrasto. A fine recupero il tris di Bonucci, colpo di testa in solitudine su pennellata da destra di Douglas Costa. I giallorossi, facendo cilecca sul possibile fuorigioco, partecipano da statue al crollo, con Kolarov che guarda l’avversario segnare e Diawara che lo tiene in gioco. Sotto di 3 gol all’intervallo, come in campionato (e per 2 tornei di fila) nel 2012, 22 aprile e 29 settembre, al ritorno con Luis Enrique e all’andata con Zeman.

Santon per Kluivert a inizio ripresa, con Florenzi alto a sinistra: mossa verso il derby. KalinIc spreca la chance migliore: palo con Buffon fuori causa dopo la respinta su Pellegrini. Higuain, di testa, centra invece l’incrocio. La Juve, però, ha staccato la spina. Sinistro di Under: traversa. Buffon in ritardo si fa gol da solo. Florenzi, su lancio di Mancini, si pappa l’occasione per riaprire la partita calciando addosso a Buffon. Spazio anche a Ramsey per Douglas Costa, Veretout per Flkorenzi, Matuidi per Rabiot e Peres per Diawara. Che sente tirare all’altezza del ginocchio ed è dunque in dubbio per il derby. Ormai vicinissimo.

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