Roma, è Pedro l’uomo delle notti magiche

Per lo spagnolo partite come quella di domenica, Roma-Juventus, sono la normalità

di Redazione, @forzaroma

Pedro, non è un calciatore qualsiasi. E’ l’esperienza, il talento, la capacità di reggere i grandi appuntamenti. E’ uno che ha vinto ventinove titoli: è il più titolato nella Roma. Per lui partite come quella di domenica, Roma-Juventus, sono la normalità, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Pedro Rodríguez Ledesma ha vissuto gli anni del grande Barcellona di Guardiola e di Luis Enrique (e della Spagna dominatrice in Europa e nel mondo) in giallorosso arriva a 33 anni, quando forse il meglio probabilmente l’ha già dato e qualche acciacco se lo porta dietro.

Domani arriva la Juve all’Olimpico, stadio dove ha vinto nel 2009 la sua prima Champions. “Bei ricordi“.

La sua è stata un’operazione a basso costo, è arrivato svincolato. Somiglia molto all’arrivo di qualche anno fa (2007), sempre dal Barça, di Ludovic Giuly, che qui ha resistito poco (un solo anno) ma il suo contributo, in quella squadra di Luciano Spalletti, era riuscito a darlo, eccome. Non c’è un trofeo che non abbia alzato, dal Mondiale (uno), all’Europeo (uno), dalla Champions (tre), all’Europa League (una), dalla Supercoppa europea (cinque) alla Coppa del mondo per Club (due). Per non parlare poi delle coppe nazionali (dieci), delle collezioni di scudetti, cinque in Spagna, uno con il Chelsea. Pedro è uno da 152 gol, suddivisi tra Barcellona B (10), A (99) e Chelsea (43), su un totale di 544 presenze (321 nel Barça, 17 nella squadra B blaugrana, 206 col Chelsea). Fanno 545 se aggiungiamo la presenza di Verona con la maglia della Roma.

A parte, ma non da sminuire, le prestazioni con Spagna, con la quale ha giocato 65 volte, segnando 17 reti. Pedro è stato spesso decisivo nei momenti clou, dagli esordi a ieri.

E ora è da considerare un successo il ritorno in Champions League. “Abbiamo la rosa per farlo. La motivazione è sempre la stessa: avere una voglia interiore di vincere. È una sfida complicata, dobbiamo procedere passo dopo passo creando una mentalità forte e vincente. Dzeko? Lo vedo contento. È il nostro capitano siamo felici che resti. Solo i grandi giocatori ti permettono di ambire a grandi risultati. Uno non basta“. E chi meglio di lui lo sa?

Dal campo: provato Pellegrini al fianco di Veretout (c’è in ballo anche Cristante). Karsdorp non recupera.

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