Roma, da Mancini a Veretout: se il mercato non è più “furbo”

Roma, da Mancini a Veretout: se il mercato non è più “furbo”

Oltre ai due prestiti ‘secchi’ di Smalling e Mkhitaryan, Petrachi s’è mosso principalmente acquistando nell’immediato per pagare in futuro

di Redazione, @forzaroma

Quello che attende la Roma (e gli altri club) in estate sarà un mercato inedito. Nuovo soprattutto nelle valutazioni. Il Covid-19 si prepara a rivoluzionare anche il calcio. Quello che fino a ieri infatti costava X, inevitabilmente – con la perdita d’incassi e la minore liquidità – subirà una svalutazione, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Se questo varrà per tutte le squadre, rischia però di penalizzare oltremodo i club che nelle ultime due sessioni si sono affidati alla formula del prestito con obbligo di riscatto. Quello che fino a gennaio rappresentava un modo per dilazionare i pagamenti, alleggerendo così i bilanci, ora rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang.

Questo perché si pagherà un costo (maggiore) stabilito ieri per un calciatore che oggi – a meno di exploit – varrà certamente meno. Il caso della Roma è emblematico. Nel “mercato furbo” di Petrachi, oltre ai due prestiti ‘secchi’ di Smalling e Mkhitaryan, il ds s’è mosso principalmente acquistando nell’immediato per pagare in futuro. Una strategia che non aveva fatto i conti con il Corona virus.

Nella semestrale i primi effetti, visto che sono maturate le condizioni per i riscatti di Veretout (1+16+2 di bonus) e Mancini (2+13+8 di bonus). È solo l’inizio.

Perez ha già collezionato la presenza che ha trasformato il prestito in obbligo d’acquisto (1+11+4,5 di bonus) mentre per Ibanez ci sarà tempo sino a giugno 2021 (prestito+8+2). Calciatori che la Roma sarà costretta a pagare con valutazioni passate ma che avranno poco riscontro con quelle future.

 

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