Roma, centro di manovra

Da adesso sino a Natale i giallorossi giocheranno una volta ogni tre giorni: 7 partite

di Redazione, @forzaroma

Manovre al centro. Che sia in mediana o in difesa, poco cambia. Gli infortuni di Mancini e Veretout (esami in giornata per entrambi: soprattutto per il francese si teme una lesione muscolare), le precarie condizioni di Smalling, i ritorni di Pellegrini, Kumbulla e Fazio (che dopo il Covid, alla pari di Dzeko, debbono ancora ritrovare la condizione migliore), regalano diverse incognite a Fonseca in vista del tour de force che attende la Roma prima della sosta natalizia, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

A queste si aggiunge la consapevolezza che ripartire dopo una sconfitta, non è mai stato facile nella sua gestione in giallorosso. Soltanto una volta la Roma dopo un ko ha poi vinto la gara successiva: è accaduto il 25 settembre dello scorso anno quando dopo lo 0-2 con l’Atalanta, nel turno successivo Dzeko e compagni vinsero a Lecce.

Negli altri casi, un po’ come le ciliegie, ad una sconfitta ne è seguita un’altra (o quasi). Adesso, sino a Natale, si giocherà una volta ogni tre giorni: 7 partite (5 di campionato, 2 di Europa League) che dovranno confermare i giallorossi al vertice. Il rischio che più della metà si giochino senza Veretout è alto.

Se verranno confermati i timori che ieri serpeggiavano a Trigoria, Paulo sarà costretto a ridisegnare il centrocampo. Mantenendo punto fermo Pellegrini (che ha annunciato sui social l’arrivo del secondo figlio), appare difficile che al suo fianco possa giocare Villar. Il tracollo della ripresa al San Paolo, dimostra come in alcune gare serva – vicino all’uomo di costruzione – un giocatore più forte nell’interdizione. L’identikit è quello di Diawara che nelle ultime settimane aveva perso posizioni nelle gerarchie proprio a vantaggio dello spagnolo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy