Roma, bilancio Usa e getta

La sconfitta contro l’Inter fa comodo al francese che, pure in pubblico, non bluffa e di conseguenza non concede alibi a squadra e interpreti: bocciata la prestazione di Filadelfia.

di finconsadmin

 Da oltreoceano descrivono Rudi Garcia impaziente e, se proprio bisogna dirla tutta, infastidito. La partenza posticipata di due giorni (tutto secondo programma, però, avendo la Roma rinunciato al charter per il ritorno a casa) proprio non gli va a genio. Avrebbe voluto già essere a Trigoria. Per elaborare i dati delle quattro gare giocate negli Usa e confrontarsi con Walter Sabatini. Per il primo bilancio della stagione sui singoli. La sconfitta contro l’Inter fa comodo al francese che, pure in pubblico, non bluffa e di conseguenza non concede alibi a squadra e interpreti: bocciata la prestazione di Filadelfia.

Nell’atteggiamento, svogliato e sciatto, e nella lettura del copione, lento e prevedibile. In sintesi al gruppo chiederà più applicazione e meno sufficienza. Il tecnico giallorosso è severo e bisogna capirlo. In questa stagione anche lui si gioca tanto. Forse tutto. Non gli piace vincere con le parole. Utilizzerà la caduta contro Mazzarri per ripartire da quanto visto e apprezzato contro il Liverpool e contro il Real. E anche in parte contro lo United, nonostante lo scarto del primo tempo (3 a 0), e con la rimonta quasi riuscita (3-2 alla fine).

ORGANICO DA VERTICE – Pesando la nuova rosa, cresciuta numericamente e nella qualità, è sicuro che Sabatini abbia seguito le indicazioni dell’allenatore sui giocatori da prendere. A cominciare da Iturbe, il colpo dell’estate. La Roma cresce, rispetto all’anno scorso, nelle individualità. Con giovani e senatori di primo piano per essere competitiva su più fronti. Gente da Champions che negli Usa ci ha già messo la faccia. Basta pensare alla reazione contro lo United e alla concentrazione contro il Real.

EQUILIBRIO E MATURITÀ – Il gruppo sfrutta il lavoro della stagione scorsa. Dà l’impressione di essere preparato a leggere la partita (di qui l’arrabbiatura di Garcia dopo la gara contro l’Inter). Dal punto di vista tattico, la Roma sa essere squadra. Solida e organizzata. In due gare su quattro, nessun gol subìto. E diversi interpreti sanno gestire il match: con il possesso palla e la personalità. In più sanno sacrificarsi per i compagni. I campioni sono per prima cosa altruisti.

CAPITANO DI PROFESSIONE – Totti, come promesso, inizia il suo 23° anno da professionista come se fosse il primo: massima concentrazione e assoluta disponibilità. Come Garcia, vuole vincere. E suda, quotidianamente, per riuscirci. In campo, sai che scoperta, resta fondamentale. Disegna calcio più per gli altri (e quindi per la Roma) che per se stesso.

CENTRALI DIFENSIVI OTTIMI . Il top è in mezzo alla difesa: Benatia è super (sabato non avrebbe dovuto giocare per la contusione al torace e quindi va assolto) e Astori sembra giallorosso da sempre. Peccato che si sia fermato Castan, fin qui tra i più in forma.

CENTROCAMPO DI LUSSO – Ma quale sorpresa: Keita è la certezza. Da sempre e non ora che è qui. Eccolo subito pronto per comandare in campo. Anche perché in Champions la Roma debutterà senza De Rossi (squalificato) e quasi sicuramente Strootman (indisponibile). Garcia, però, non si scompone, contando comunque sul suo pupillo Pjanic, lo straripante Nainggolan e sul carismatico Uçan. Senza dimenticare Paredes che sa già cosa fare da grande. 

JOLLY DA SFRUTTARE – Florenzi fa il terzino e bisogna dirgli grazie. Cambia il ruolo, non l’affidabilità. E la serietà. Sanabria, invece, è la carta da giocare in corsa: il diciottenne è spavaldo e già efficace. Meglio tenerlo a Trigoria che darlo ancora in prestito.

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