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Il Messaggero

Roma-arbitri, caso aperto

Getty Images

I torti subiti sono costati ai giallorossi tre sconfitte: la rabbia di Trigoria si legge in classifica con la Champions a rischio

Redazione

L'aria si fa tesa a Trigoria: la questione arbitrale comincia a diventare ingombrante, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. E preoccupante. I torti subiti sono costati tre sconfitte: la rabbia della Roma si legge, dunque, in classifica, con la Champions a rischio. Sui 3 ko (e quindi zero punti) in 8 partite di campionato hanno pesato le decisioni sbagliate dei direttori di gara e dei loro collaboratori. Va bene il basso profilo, ma la società giallorossa sta pensando di muoversi, almeno in via informale: non può tollerare altri errori gravi, come quelli delle partite perse contro la Lazio e la Juve. Inquadrata sotto la lente di ingrandimento anche la caduta di Verona. E, come se non bastasse, è finita male pure una gara vinta, quella contro l'Udinese. Senza dover presentare alcun dossier, sono state intanto contate le gaffe di 4 match. Adesso, dopo l'addio di Fienga, toccherà al gm Pinto (parlerà in diretta tv prima della gara contro il Bodo Glimt), con il coo Lombardo (tiene i rapporti con le istituzioni sportive), bussare al portone del Palazzo (Figc e Lega) per manifestare l'inquietudine dei Friedkin per il trattamento ricevuto in metà degli incontri giocati. Orsato è l'ultimo arbitro ad aver fatto infuriare la Roma. Il gol tolto ad Abraham è l'episodio più evidente, ma la società giallorossa contesta anche altre decisioni che hanno inciso sul risultato dello Stadium: da annullare la rete della Juve perché ad inizio azione Cuadrado si è aggiustato il pallone con il braccio destro (distratto pure l'assistente Bresmes) e da ripetere il rigore sbagliato da Veretout per l'ingresso anticipato in area di Chiellini. Mourinho si è poi scatenato anche quando sono stati concessi solo 3 minuti di recupero. Lì è dovuto intervenire Orsato. Josè lo ha respinto: "Sei sempre tu!". Se Rocchi ha mandato un internazionale, la protesta perde vigore. Ma è la lista degli errori, compilata rivisitando 4 partite, a preoccupare. Al Bentegodi contro il Verona l'ammonizione ingiusta di Maresca a Veretout all'alba del match: ha condizionato la prestazione del centrocampista. È l'episodio meno eclatante. Peggio Rapuano con l'espulsione esagerata di Pellegrini (secondo giallo) nel recupero della gara contro l'Udinese all'Olimpico. Rosso pesantissimo: è costato il derby al capitano. E, contro la Lazio, Guida non ha fischiato il fallo da rigore di Hysaj su Zaniolo. Il gioco non è stato interrotto e l'ex Pedro ha realizzato la rete del 2-0. Se l'arbitro fosse intervenuto, non avrebbe poi concesso il rigore: il Var avrebbe segnalato il fuorigioco di Zaniolo. Ma il punteggio non sarebbe cambiato, restando sull'1-0. Non solo arbitri. Presto Pinto e Lombardo saranno ascoltati dalla Procura Federale sull'inno. La Roma si chiede come mai alla Juve sia permesso di farlo ascoltare dopo quello della Lega. All'Olimpico non è possibile. Dalla Lega filtra una giustificazione: quella bianconera è una canzone e non un inno. Meglio riderci sopra.