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Il Messaggero

Roma, aggiusta la mira

Getty Images

La squadra, da almeno un biennio, si trascina il problema che crea molto ma realizza poco

Redazione

Fonseca la definiva "mancanza di efficacia". Mourinho è invece più diretto: "Creiamo tanto e segniamo poco". I numeri danno tristemente ragione a entrambi, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Perché il difetto di mira è un problema che la Roma si porta dietro ormai da almeno un biennio. Cambiano gli interpreti (da Dzeko a Abraham), i moduli (3-4-1-2 al 4-2-3-1) e i tecnici ma non una costante che vede i giallorossi primi nella classifica dei tiri (in stagione 222 complessivi, inclusi quelli ribattuti) ma soltanto nelle posizioni di retroguardia per i gol segnati. Con Paulo lo scorso anno la squadra chiuse al sesto posto (68 centri in 38 gare: media 1,78). Ora con José è settima: 21 reti (media 1,75). Dato dovuto perlopiù alla scarsa precisione degli attaccanti. Attualmente la Roma ha centrato la porta avversaria 65 volte ma ha calciato fuori in 89 casi. La Roma è seconda nei cross effettuati, dietro Empoli (190) e Fiorentina (182). Questo perché sia che si giochi con il modulo a tre o con quello a quattro, l'indicazione tattica dello Special One vuole gli esterni offensivi accentrarsi per permettere ai due terzini di salire e trovare il fondo. Tuttavia Karsdorp e Vina spesso si fanno desiderare sotto l'aspetto del numero dei passaggi riusciti. I 90 cross sbagliati sui 170 complessivi non saranno tutti loro ma basta tornare al ko in laguna per ricordare almeno 6-7 parabole dell'olandese poco calibrate. Quello che sorprende, invece, sono i pochi gol arrivati sinora dai corner.Zaniolo in almeno quattro casi (derby incluso) non è mai stato fortunato e lesto a segnare. Nicolò ha già colpito due legni. C'è però chi ha fatto meglio': Abraham con quattro (Fiorentina, Sassuolo, Empoli e Venezia). Se si sommano i pali o le traverse degli altri, la Roma guida anche questa graduatoria (9). A livello di assist, Mourinho (che martedì ha partecipato all'iniziativa a Scuola di tifo, in collegamento online, con l'Istituto Comprensivo Sandro Onofri: «Nello sport non esiste il termine nemico») può ritenersi soddisfatto. La squadra occupa la quinta posizione (soltanto -5 dell'Inter che guida la graduatoria) con Shomurodov che, nonostante l'impiego esiguo, è già a quota 3. Statistica che si completa con quella dei passaggi chiave. E anche in questo caso ne esce uno scenario di una Roma altamente propositiva se le prime 6 posizioni sono occupate da Pellegrini (34), leader, e dal tandem Karsdorp-Veretout (20). Come nel gioco dell'oca, si torna quindi al punto di partenza. Ossia alla "mancanza di efficacia".