Roma a picco, crisi profonda

Roma a picco, crisi profonda

Nessuna reazione dopo il ko di Reggio Emilia, i giallorossi perdono anche con il Bologna: terza sconfitta casalinga del 2020. La zona Champions si allontana

di Redazione, @forzaroma

L’Olimpico fischia e contesta: la Roma non c’è proprio più, scrie Ugo Trani su Il Messaggero. Sparita nel nuovo anno. Anche il Bologna, dopo il Torino e la Juventus, vince (2-3) all’Olimpico dove i giallorossi, nelle 4 partite del 2020, hanno raccolto solo il pareggio nel derby: 1 punto, dunque, su 12 a disposizione e 4 nelle 6 gare di campionato dopo la sosta di Natale. La crisi, insomma, è autentica. Di gioco e di risultati. E il 4° posto in pericolo: sabato prossimo lo scontro diretto di Bergamo con l’Atalanta, già davanti per la differenza a reti (e dovendo ancora giocare contro la Fiorentina: oggi al Franchi).

Anche la vecchia guardia, dunque, fa cilecca. Fonseca, seguendo l’indicazione di Dzeko, si affida ai senatori del gruppo. Senza ricevere niente in cambio. In difesa conferma Santon a destra e rilancia, dopo averlo lasciato per 2 match di fila in panchina, Kolarov a sinistra. Alzeranno presto bandiera bianca. In attacco, invece, inserisce contemporaneamente Mkhitaryan, da trequartista, e Perotti. Fuori, dunque, Spinazzola e Kluivert, ai quali va aggiunto lo squalificato Pellegrini.

Le 6 assenze, intanto, non pesano sulla prestazione dei rossoblu, vivaci e intraprendenti. Incide, invece, la presenza di Mihajlovic, uscito in mattinata dall’Ospedale Sant’Orsola con il via libera dei medici. Smalling chiude bene su Orsolini prima di bucare il cross di Barrow. Proprio Orsolini, in solitudine, mette il timbro per il vantaggio. Distrazione fatale. Svanberg ha subito la chance per il big. I giallorossi fanno, insomma, scena muta. Il palleggio è macchinoso e quindi prevedibile. L’improvvisazione prende il sopravvento sull’organizzazione. Avanti, quindi, con il lancione sparato verso l’isolato Dzeko o lo scattista Under. Casuale il pari a metà tempo, su autogol (4° a favore in questo torneo: primato proprio con il Bologna): rasoiata da sinistra di Kolarov, Dzeko va a vuoto e Denswill, nel tentativo di anticipare Under, tradisce in scivolata Skorupski. Basta il destro di Barrow, sporcato da Santon, per ritrovarsi sotto dopo meno di 4 minuti. Il 4-2-3-1 dei rossoblu è ispirato e soprattutto efficace. Palacio ha l’occasione per il tris prima dell’intervallo e dei fischi del pubblico: Pau Lopez respinge.

La Roma della ripresa certifica la sua fragilità. Se attacca, diventa vulnerabile. E, su apertura di Svanberg, Barrow riparte indisturbato proprio come Caputo o Boga, sabato scorso a Reggio Emilia, nelle azioni del 1° e 4° del Sassuolo. All’Olimpico, invece, è il 3° del Bologna. Santon è sbilanciato nella metà campo avversaria e non recupera. E ad essere saltato è come al solito Mancini: Barrow fa centro. Il pubblico non accetta la nuova sbandata. Kolarov reagisce sotto la Tribuna Tevere, rispondendo alla gente. Che lo fischia ad ogni intervento. Le correzioni in corsa di Fonseca aiutano il 4-2-3-1 giallorosso. Adesso è proprio notte fonda.

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