Rivoluzione Zeman e la Roma va

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – V.Cerracchio) Tre punti a testa: Roma e Lazio vincono a braccetto come accadde in notturna alla seconda giornata. Ma sono successi dal sapore diverso. Mentre i biancocelesti sbancano Pescara con autorevolezza, trascinati da Hernanes e Klose, non c’è verso che il popolo giallorosso possa godere appieno, pur nella domenica della sfilata all’Olimpico dei grandi campioni che hanno fatto la storia del club. Zeman, infatti, ha deciso di punire per scarso impegno tre colonne: De Rossi, Osvaldo e Burdisso. Un’esclusione che farà discutere e che rischia di dividere i tifosi, estimatori del boemo (che nella circostanza ha avuto dalla sua il verdetto del campo con il 2-0 sull’Atalanta).

 

Ma i tifosi sono anche estremamente legati ai propri beniamini, che sono andati via senza rilasciare dichiarazioni. Zdenek con loro è stato durissimo: «Non si impegnano, pensano più a loro stessi che alla Roma». Logico che il pensiero corra alle parole di capitan futuro dopo la disfatta contro la Juve, quel «non siamo da scudetto, chi lo dice fa il male della Roma» cui non ha fatto seguito alcun chiarimento con il tecnico. Daniele, questo è noto, si sente un centrale, mentre l’allenatore boemo ha ribadito di vederlo più laterale. Quelle di Burdisso e Osvaldo sembrano esclusioni puramente tecniche: Zeman sostiene che non sappiano adeguarsi al suo gioco. Se c’è dell’altro, lo scarso impegno che lui denuncia, è racchiuso per ora nelle segrete stanze di Trigoria. Ma il messaggio al gruppo è inequivocabile. Intanto con Lamela, in crescita, e Bradley, la pratica Atalanta è stata risolta dopo qualche non trascurabile patema iniziale.

 

Fatto sta che Prandelli ha intanto convocato in nazionale sia De Rossi che Osvaldo, chiamati a rispondere prima di tutto sul campo: l’assedio mediatico nelle prossime ore sarà poi inevitabile. Il ct ha premiato finalmente anche l’ottima partenza della Lazio, rispolverando Candreva che è il simbolo di una squadra che unisce corsa, classe e temperamento. E a cui Petkovic sta dando una mentalità vincente: vero che il Pescara ha fatto pochino ma quanto promesso si è avverato, partita in pugno dal primo minuto senza preoccuparsi di giocare su un campo avverso e in un clima poco amichevole. Juve e Napoli sole a braccetto, insieme alla Lazio resta terza l’Inter che ha vinto il derby con Samuel e resistendo in dieci.

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