La sconfitta beffarda contro il Real non affievolisce le ambizioni di Gasperini. Tante le note positive di mercoledì che non possono essere cancellate da 8 minuti
Totti chiude le porte ad un ritorno alla Roma: "Non torno". Poi elogia Gasp: "È un top player"
La voglia di parlare oggi, a meno di 48 ore dalla beffa di mercoledì e sapendo di doverlo fare nuovamente domani nel post-gara e martedì prima di Roma-Slovan Bratislava, dice tutto. O almeno evidenzia la voglia di Gasperini di ripartire, di non far affievolire quell'entusiasmo che sinora ha sospinto la squadra. Gian Piero ne avverte la necessità. Perché una sconfitta, seppur beffarda con il Real Madrid, non può cancellare quello che di buono la squadra ha fatto sinora e quello che potrà fare da qui in avanti, sia in Europa ma soprattutto in campionato. Se Gasp avverte l'esigenza di parlare è perché probabilmente ha rivissuto nelle ultime ore il post Roma-Juve dello scorso anno quando i giallorossi, avanti 3-1, si fecero clamorosamente recuperare due gol nel finale. Serve una scossa dialettica, perché non s'è perso nulla se non una partita che la Roma fino all'82' aveva strameritato di vincere. Animo, quindi. Perché, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, analizzare gli ultimi otto minuti dove sono stati commessi degli errori dai singoli (Gollini, Balerdi e Molina) sarà inevitabile. Però c'è anche tanto da raccontare. A partire da Malen che si conferma un centravanti non da condominio italiano. E che dire di Wesley? L'altra sera anche Mourinho è rimasto sorpreso. E poi Soulé, Mora, capace subito di essere decisivo con l'assist a Malen, la prova di de Roon. Per domani contro il Genoa, che acquisisce di colpo di una rilevanza che va al di là del ritorno di De Rossi, Gasp avrà a disposizione soltanto 17 calciatori di movimento. E a mancare, sarà la spina dorsale della squadra (Svilar, Cristante, Koné, Dybala e Malen). Il ko dell'altra sera, seppur doloroso, va visto come un processo di crescita, uno step - seppur fastidioso - sia per la squadra che per la società. Che magari si sarà resa conto che la richiesta dell'allenatore di avere un attaccante a sinistra di piede destro e un esterno a sinistra, non era un capriccio.
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