La Premier League ha messo gli occhi su di lui, in particolare Emery che lo vorrebbe con sé all’Aston Villa. Rimangono tre gare per convincere del tutto Gasperini che non si opporrebbe alla cessione
Bene, ma non benissimo. Una frase semplice ma efficace per racchiudere i primi due anni di Soulé alla Roma vissuti tra alti e bassi. La stagione in corso era iniziata sulla scia positiva di quella passata. Si è caricato sulle spalle la squadra e prima dell’arrivo di Malen è stato il capocannoniere con sette reti tra Serie ed Europa League alle quali vanno aggiunti anche sette assist. Il 2026 – ad oggi – è un anno nel quale ha ballato un tango triste. L’ultimo gol è ancora quello del 10 gennaio col Sassuolo poi lo stop di oltre quaranta giorni causa pubalgia. Da metà febbraio a fine marzo Matias - spiega Daniele Aloisi su 'Il Messaggero' - ha vissuto un vero e proprio calvario: allenamenti differenziati a Trigoria e sessioni di camera iperbarica che ancora continua a fare. La condizione, però, non è ancora delle migliori. L'affetto dei tifosi non manca, ma sono tanti quelli che si aspettavano qualcosa di più. Il 30 giugno si avvicina e entro quella data il club dovrà realizzare circa 80 milioni di plusvalenze. E nel calderone dei big da sacrificare ci è finito anche lui insieme a Svilar, Koné e Ndicka. Nella Capitale si trova bene e a breve nascerà anche il primo figlio, ma in caso di una buona offerta potrebbe partire. La Premier League ha messo gli occhi su di lui, in particolare Emery che lo vorrebbe con sé all’Aston Villa. Ad oggi ci sono stati solamente dei sondaggi esplorativi, nessun incontro con il procuratore che non ha neanche parlato con Massara. Lo segue anche il Bournemouth di Tiago Pinto oltre a Stoccarda e Dortmund che aveva già formulato un’offerta la scorsa estate ricevendo un secco ‘no’ da parte della Roma. La base di partenza è di 30 milioni. Rimangono tre gare per convincere del tutto Gasperini che non si opporrebbe alla cessione a patto che arrivi almeno un attaccante del suo stesso valore o superiore. Il tecnico anche per questo rimane ancora in attesa di un confronto con i Friedkin (il solo Corbin non basta) per poter progettare la Roma dell’anno prossimo.
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