Pellegrini si piazza a centro Europa

Torna Nainggolan, Strootman scalpita. Contro il Chelsea la certezza è Lorenzo. Di Francesco vuole che la Roma reciti a memoria: lui oggi è l’interprete ideale

di Redazione, @forzaroma

Pellegrini stavolta ci riprova, domani sarà nell’undici anti-Chelsea, dopo gli ultimi venti minuti giocati a Londra. Rischia di essere l’unico superstite del centrocampo che ha affrontato il Bologna sabato sera, come evidenzia Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Perché rientra Nainggolan e perché Gonalons, a quanto pare, dovrebbe bissare la gara dell’andata. Ma non è detto, Di Francesco sta facendo tutte le valutazioni del caso, anche su Strootman, che scalpita e che non gradirebbe un’esclusione da una sfida come questa.

Pellegrini è quello che meglio di tutti interpreta il calcio del tecnico abruzzese. Tocchi rapidi, inserimenti, corse continue in avanti e indietro. Gli manca ancora il gol, un qualcosa che uno come lui ha nei piedi e nella testa, ma fino a ora non è arrivato: in undici presenze, tre in Champions e otto in campionato, Lorenzo ha disegnato solo tre assist. L’anno scorso, con la maglia del Sassuolo e sempre con Di Francesco suo maestro, ha chiuso con otto reti e otto assist tra campionato e coppe varie.

Pellegrini è un figlio di Roma e della Roma (come De Rossi e Florenzi) e non ha caso ha scelto di tornare a casa seppur nella passata estate la Juventus e il Milan avrebbero fatto di tutto per prenderlo, ma poi proprio i giallorossi hanno sfruttato il diritto di riacquisto. E per uno che ha dichiarato di aver fatto una scelta di vita alla Totti non sarà facile pensare alla fuga. Di Francesco poi lo considera – al netto del turnover – un imprescindibile. Fino a ora lo ha tenuto in panchina solo in due occasioni, contro l’Inter e con l’Udinese, per il resto lo ha sempre mandato in campo, dall’inizio in cinque occasioni, a partita cominciata tre volte.

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