Parnasi, la politica trema: “Per lo stadio pagavo tutti”

Parnasi, la politica trema: “Per lo stadio pagavo tutti”

Undici ore davanti ai pm per elencare i finanziamenti, dalla Lega al Pd e al M5S. “Lanzalone il mio uomo di riferimento In Campidoglio mi apriva ogni porta”

di Redazione, @forzaroma

Luca Parnasi ha parlato ed ha ammesso e fornito ai pm i contorni dell’affaire stadio che le intercettazioni e le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo avevano soltanto in parte svelato. Il lunghissimo verbale non solo conferma l’impianto dell’accusa ma, soprattutto, come scrive Valentina Errante su Il Messaggero, apre altri fronti di indagine che lambiscono la politica.

A tremare, adesso, sono i palazzi del potere. Perché per anni Parnasi ha finanziato, e non sempre in chiaro, movimenti politici e partiti. Pagavo tutti”, diceva al telefono e ieri lo ha ripetuto ai pm. Era l’unico modo per superare gli intoppi burocratici e lavorare, avrebbe confessato.

Un ruolo di primo piano negli affari dell’imprenditore, lo rivestiva Luca Lanzalone, avvocato plenipotenziario, consulente di fatto del Comune di Roma che, per Parnasi, era l’interlocutore ufficiale dell’amministrazione capitolina. Lo ripete più volte e ammette: gli davo consulenze per mantenere buoni rapporti. Mi apriva le porte con i Cinquestelle. Un verbale top secret sul quale la discovery potrebbe avvenire nei prossimi giorni con il deposito al Tribunale del Riesame.

Fino al momento degli arresti, Lanzalone era l’uomo del Campidoglio con il quale discutere e risolvere i problemi relativi al progetto di Tor di Valle. L’ultima riunione, ha ricostruito l’imprenditore a verbale, è avvenuta lo scorso maggio.  E Parnasi ammette anche quelle che, per la procura, rappresentano un rapporto corruttivo: le consulenze, affidate e promesse al legale, avevano l’obiettivo di assicurare la benevolenza dell’uomo che poteva sciogliere i nodi.

Dalla Lega al Pd, attraverso le fondazioni e poi i contributi elettorali a consiglieri comunali e regionali. Al telefono i collaboratori chiedevano a Parnasi come procedere e lui dava indicazioni: emettere fatture per rendere più difficile il collegamento tra lui e la politica attraverso società schermo, come quelle intestate all’anziana mamma. Il sistema Parnasi consisteva nel pagare per trovare le porte aperte.

 

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