Parnasi e la bancarotta della Sais. Indagato anche per l’acquisto dei terreni

Il costruttore romano è al centro di un’inchiesta che ha trovato anomalie nel fallimento della società di Gaetano Papalia, ex proprietaria di Tor di Valle

di Redazione, @forzaroma

Non solo mazzette per sbrigare appalti e lavori. Luca Parnasi, il costruttore impegnato a realizzare il progetto dello stadio della Roma dal 15 giugno in carcere per corruzione, come riportano Adelaide Pierucci e Michela Allegri su Il Messaggero, è indagato a piazzale Clodio anche per concorso in bancarotta fraudolenta.

E sempre per il fronte Tor di Valle. Il secondo filone d’inchiesta è stato avviato dal pm Mario Dovinola e dal procuratore aggiunto Rodolfo Maria Sabelli e riguarda una fase precedente al vorticoso giro di favori e tangenti, in particolare il periodo in cui l’aspirante patron dello stadio giallorosso, tramite la Eurnova srl, ha acquistato sottocosto i terreni a Tor di Valle e, secondo la tesi della procura, concorrendo nella bancarotta in qualità di extraneus al fallimento della società proprietaria del fondo, la Sais spa di Gaetano Papalia.

Il fascicolo aperto in seguito alla denuncia presentata a marzo dal Tavolo della libera urbanistica, una associazione formata da un gruppo di architetti e ingegneri, che promuove il rispetto del territorio e nel caso specifico insinua anomalie nel fallimento della Sais, conta, per ora, due indagati: Luca Parnasi per la società acquirente e l’allora rappresentante legale della Sais, un uomo di fiducia di Papalia, per i venditori.

Sotto la lente della procura è finito innanzitutto il secondo contratto di compravendita dei terreni, definito Atto modificativo dei patti traslativi firmato il 25 giugno 2013. Un documento che ha stravolto il primo accordo d’acquisto.

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