Due modi opposti di vivere il ruolo e il rapporto con tifosi e giocatori. Claudio, il pater familias vincente. Jim: assente, a mani vuote e ai saluti

Lotito e Pallotta. Pallotta e Lotito. Due volti perfetti per rappresentare questo derby degli opposti, scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero.

Uno lanciatissimo e presente, l’altro assente e ormai all’addio. Il patron biancoceleste nei suoi 16 anni di presidenza ha vinto ben 6 trofei e undici finali raggiunte.

Il collega americano ha la striscia più lunga senza aver vinto nulla. La Roma naviga più a vista. Cerca la Champions come porto sicuro di una stagione tormentata. Dagli infortuni. Dalla sfortuna. Dal cambi di proprietà.

Fonseca si è ritrovato a dover far numeri a colori anche solo per schierare un undici di rispetto. Non ha mai avuto tutta la rosa a disposizione. Questo ha influito molto sull’andamento della stagione. Il quarto posto come obiettivo stagionale.

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La Lazio viene da 11 vittorie di fila. Non certo una striscia casuale. La Roma viaggia tra alti e bassi. La continuità è una chimera.

Lotito è passato dalle contestazioni roventi agli applausi per le coppe vinte. Pallotta sarà ricordato più per le cose negative che per quelle positive.

Ieri Lotito è andato a Formello per caricare la squadra. Pallotta è rimasto in silenzio. Nemmeno un cinguettio da oltreoceano.

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