Operazione San Gennaro

Considerando la bravura tattica dei due tecnici, non c’è da stupirsi se Napoli-Roma si trasformerà in una partita a scacchi

di Redazione, @forzaroma

Roma e Napoli, due squadre differenti con un unico obiettivo: tenere testa alla Juve. Dalle filosofie societarie ai due presidenti, come scrive Stefano Carina su Il Messaggero, dall’impostazione del mercato al modo di giocare che per entrambe le squadre ha subito un’evoluzione in questa prima parte del campionato. Sarri e Spalletti sono partiti da un’idea comune, il possesso-palla e il 4-3-3.

Con il grave infortunio di Milik, bisognerà capire se ci sarà un ritorno al passato o meno. Lucio invece, ha dimostrato contro l’Inter di saper proporre anche un altro tipo di gioco che ha ricordato più da vicino quello della sua prima Roma. Ossia schierarsi col 4-2-3-1, lasciare il pallino del gioco all’avversario (64% per Banega e compagni) e punirlo sfruttando la velocità di Salah (ieri in gol nella vittoria dell’Egitto 2-1 sul Congo), la capacità d’inserimento negli spazi di Bruno Peres, la bravura di Dzeko nel giocare sulla linea del fuorigioco e la duttilità di Florenzi, abile nel pressare sul primo portatore di palla avversario e ad affiancare il bosniaco, sfruttando spesso e volentieri le sue sponde.

Preparare la partita contro il Napoli, dove la Roma non sarà seguita dai propri tifosi per decisione del Casms, non sarà semplice. A conti fatti, tra ritorni nella capitale e sedute defaticanti, Spalletti riavrà la squadra al completo soltanto mercoledì. De Rossi e Florenzi, pur tornando in giornata a Roma, si riaggregheranno al gruppo domani quando sbarcheranno nella capitale Dzeko, Manolas, Szczesny, Strootman e Salah che però si alleneranno con il resto dei compagni mercoledì.  Aspettando segnali confortanti da Vermaelen che continua a svolgere lavoro differenziato per il principio di pubalgia, per Ruediger ci vorranno ancora 15-20 giorni di rodaggio.

Chissà se Spalletti imiterà Gasperini che con l’Atalanta, prima della sosta, ha vinto la partita giocando a ritmi altissimi, lasciando il possesso palla al Napoli (69,2%) e marcando ad uomo (Gagliardini su Hamsik, Kurtic alla Florenzi su Jorginho, Freuler su Zielinski e Toloi molto alto a prendere Insigne) le fonti di gioco napoletane, chiudendo così tutte le linee di passaggio e obbligando a lanciare lungo per il centravanti. Il tallone d’Achille giallorosso invece lo conoscono anche i sassi: le fasce difensive. Una cosa è certa: difficilmente sabato ci si annoierà.

 

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