Operazione Dzeko

Stamattina Edin entrerà a Trigoria ancora da separato in casa, ma la Roma ha fatto sapere a lui e a Fonseca di firmare in fretta l’armistizio fino alla fine della stagione

di Redazione, @forzaroma

È il giorno del faccia a faccia più atteso, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. E della tregua più o meno annunciata, anche perché, a mercato chiuso, non c’è altra soluzione che possa essere trovata per il bene della Roma.

Il singolo, Fonseca o Dzeko che sia, passa in secondo piano. La priorità dei Friedkin è l’immagine del club e non l’interesse o quello del miglior giocatore.

Stamattina Edin entrerà a Trigoria ancora da separato in casa. Non c’è alcun appuntamento. Ma la società si augura di vederlo lavorare finalmente in gruppo nella settimana che prepara la sfida importante contro la Juventus.

Del suo fastidio muscolare non parla più nessuno. L’unico fastidio rimane il rapporto deteriorato tra l’allenatore e il calciatore. La Roma ha fatto sapere ad entrambi di firmare in fretta l’armistizio fino alla fine della stagione, quando potrebbero andar via sia il tecnico che l’attaccante. Il nodo è anche la fascia di capitano. Dzeko non vorrebbe rinunciare ai gradi e Pellegrini non avrebbe alcun problema a restituirglieli. Ma prima c’è altro su cui confrontarsi con Fonseca, anche sul piano tattico. Pinto con il tecnico e Lucci con il centravanti hanno già cominciato a preparare il colloquio.

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