Olimpico, fascino sudamericano

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – S.Carina) – C’era una volta il derby dei tre moschettieri argentini: Enrique Lucas Gonzales Guaita, soprannominato il Corsaro Nero, la mezzala Alejandro Scopelli e il centro-mediano Andrés Stagnaro.

Erano gli anni ’30 e la Roma di Fulvio Bernardini dopo aver sfiorato il titolo nel 1932, nel biennio successivo otteneva un quarto e un quinto posto. Oggi i tre hanno lasciato il passo a Heinze e Lamela, con Gago e l’italo-argentino Osvaldo – squalificati – e Burdisso, infortunato, che saranno costretti a guardare la stracittadina dalla tribuna. Un derby, quello romano, storicamente caratterizzato dalla presenza di calciatori sudamericani, soprattutto argentini e brasiliani. Colonia argentina che nel pomeriggio sarà rappresentata nella Lazio dai soli Scaloni, Ledesma (anche se il centrocampista ha oramai preso anche la cittadinanza italiana) e Bizzarri, dopo che per anni lo spagnolo era quasi diventata la lingua più parlata a Formello. (…)

Di diverso tenore, quella romanista dove pur annoverando la presenza di diversi argentini – tra gli altri Batistuta e Samuel, e Balbo – sono stati i brasiliani a recitare un ruolo primario. Da Falcao a Cerezo, passando per la bandiera Aldair, più i vari Cafu, Zago e Paulo Sergio o le meteore Andrade, Renato, Fabio Junior, Mancini, Adriano e J. Baptista, ancora oggi la colonia verde-oro è numerosa. Dopo le partenze in estate di Doni e Julio Sergio, sono comunque rimasti nella capitale Juan, Taddei, Simplicio e Cicinho, ai quali si è aggiunto, dopo il mercato di gennaio, Marquinho. Proprio l’ex Fluminense è al debutto: «È un classico che muove la città. Dobbiamo vincerlo, avvicinarci a loro in classifica e guadagnare morale per entrare nella lotta Champions. Ho voglia di farmo un nome qui in Europa. La Lazio? Sta facendo una bella stagione e hanno giocatori talentuosi e consacrati. Klose è sempre pericoloso ma anche Hernanes è in un ottimo momento». (…)

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