Storia di una Roma trasformata in dodici mesi: dalle macerie alla resurrezione nel nome di Paulo

Un anno dopo, è tutto diverso, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.  E non si tratta soltanto di avere undici punti in più rispetto alla passata stagione (con il Cagliari + 12, Inter + 9 e Lazio + 8 è la squadra che ha fatto meglio rispetto a dodici mesi fa), è tutto diverso nell'aria, nelle prospettive, nelle ambizioni per il futuro, non solo prossimo.

Era la notte di De Rossi in panchina per dare un sostegno a Di Francesco, tecnico capace ma che in quella fase aveva perso il controllo, e il suo addio era sempre rimandato. Anche se Eusebio qualcosa, alla fine, ha lasciato, seppur dopo un'annata terribile: Pellegrini trequartista e Zaniolo esterno, tanto per fare due esempi facili facili.

Fonseca AS Roma vs Spal - Serie A TIM 2019/2020

Era il periodo della sconfitta di Torino con la Juventus, ok un classico, ma pure di qualche alzata di testa con Sassuolo e Parma, prima della crisi finale da gennaio in poi (vittorie sofferte, mai convincenti e sconfitte amare, vedi il derby con la Lazio e l'eliminazione dal Porto, per non parlare del 7-1 di Firenze), che ha portato il tecnico all'esonero (e dopo poco è arrivato l'addio pure di Monchi).

La Roma oggi è una squadra solida, padrona del suo destino. E' una squadra, appunto. Che ancora non abbiamo visto a pieno organico: mancano all'appello Kluivert e Cristante, buoni per il 2020. Fonseca è l'artefice - con il ds Petrachi e la nuova area dirigenziale capitanata da Fienga - di questa nuova èra, cominciata con poco entusiasmo.

Fonseca è stato bravo a cambiare rotta, proponendo non più il suo calcio scriteriato. La Roma incassa pochi gol (17, negli ultimi due mesi, la migliore difesa del campionato) e ne segna (33). Ha una posizione solida in classifica, è quarta a più 4 dall'Atalanta. Le priorità ora sono: togliere la clausola a Pellegrini, acquistare Smalling e mettersi nelle condizioni di non lasciarsi scappare Zaniolo.

Fonseca ha fatto tutto quello che gli era stato chiesto, guadagnandosi una promozione di fine anno, gli manca di recuperare a pieno Under e Florenzi, come ha fatto con Dzeko. La ripresa dei lavori prevede - per chiudere il girone di andata - la sfida con il Torino (il 5 gennaio) e quella con la Juve (il 12 gennaio). Dopo le due sfide, nel ritorno, con Genoa (a Marassi) e Lazio, si potranno tirare le somme. 

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