Momo, Edin e Radja: il triangolo della speranza

I movimenti e i gol dei tre sono essenziali per il gioco di Spalletti

di Redazione, @forzaroma

Spalletti non perde di vista Salah e alla prima occasione, eccolo titolare. Momo – sicuramente ancora non al top – serve alla Roma sia per i suoi assist, sia per i suoi strappi in verticale e orizzontale, sia per i gol (otto fino alla Coppa d’Africa), serve a Dzeko, che anche grazie a lui può ambire alla Scarpa d’oro, come evidenzia Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Perché i movimenti di Momo creano spazio, allargano le difese

I gol che mancheranno a Dzeko dovrà farli Salah, l’attaccante che ha più confidenza con la porta rispetto ai suoi colleghi di reparto, il bosniaco a parte, naturalmente. Momo non segna dalla tripletta casalinga contro il Bologna, scorso 6 novembre. Poi le reti con Udinese, Sampdoria, Crotone, Napoli e Sassuolo. Otto reti e cinque assist. Numeri da insostituibile e chissà se lo sarà da qui in avanti. Lucio lo considera fondamentale e lo farà giocare tanto. Con il modulo attuale, Salah trova spazio dietro la punta, quindi al fianco del trequartista, che necessariamente dovrà essere Nainggolan, perché adesso il Ninja non può davvero toglierlo, perché sì fuma, si farà pure una vita sregolata, sì cadrà ancora in qualche trappolone dei socialoni, ma in campo corre più di tutti (tipo Lima dell’epoca di Capello, ma con un’altra qualità).

Tornando a Salah: Momo va a scontrarsi con l’altro preferito di Spalletti, ovvero Perotti. Mentre nel 4-2-3-1 ci sarebbe spazio sia per l’uno sia per l’altro, quindi per gente come El Shaarawy o lo stesso Totti.

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