Minimizzare è complicità

Nella Roma il logorio progressivo porta ad un triste declino sotto gli occhi di tutti, con uno svantaggio generale

di Redazione, @forzaroma

Troppe ipotesi e troppe polemiche, al posto di una spiegazione semplicissima: quando una squadra di calcio viene messa in vendita, per sfinimento e fallimento della proprietà, deve essere venduta, in fretta, scrive Paolo Liguori su Il Messaggero nella sua rubrica ‘Curva Sud’.

Altrimenti, il logorio progressivo porta ad un triste declino sotto gli occhi di tutti, con uno svantaggio generale. Alla Roma sta succedendo questo e abbiamo visto a Milano la confusione generale, che può solamente peggiorare, in mancanza di una decisione radicale della proprietà.

Il fallimento della gestione Pallotta, lungo otto anni, è evidente ai tifosi, adesso bisognerebbe a salvare il bene comune: l’onore di una squadra e di una maglia che noi amiamo e non sappiamo se questo sentimento sia condiviso anche da quello che sta in Usa e quell’altro che gira per l’Europa.

Certamente oggi questo articolo (e anche il sottoscritto) sarà attaccato da qualche voce arrochita al servizio di ciò che resta della A.S. Roma,ma non importa, ci sono momenti in cui minimizzare significa essere complici.

Abbiamo visto Fonseca fare questo errore, anche a Milano, quando ha giustificato una evidente disfatta parlando di “episodi”. Il tema e’ un altro e lui non può fingere: negli ultimi mesi, praticamente l’intera rosa è stata messa in vendita sui giornali, come si può pretendere carattere e impegno? Fonseca ci fa, o ci è?

Oggi andiamo in campo con importanti squalificati e annunci di prossime defezioni: è il caso di pensare che il Covid, costringendo a giocare a porte chiuse, ha risparmiato alla squadra un ruvido impatto con i tifosi. 

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