Ci riprova. Anche per scrollarsi di dosso quel tipo di sguardo che inizia ad essere un mix tra il sospettoso e il guardingo. Perché, come scrive Stefano Carina su Il Messaggero, sono bastati due passaggi a vuoto di Malen con il Milan e l'Udinese per iniziare a storcere il naso. Benvenuto Malen, Roma è (anche) questa. La gara di domani contro il Cagliari arriva nel momento giusto. La Roma ha bisogno di vincere, schiererà per la prima volta il nuovo acquisto Zaragoza, sinonimo di dribbling e superiorità numerica. Malen in queste prime uscite ha dato l'idea di essere un centravanti che ama dialogare, avere più compagni possibili vicino e non è un caso che con Dybala a fianco si sia divertito e abbia fatto divertire. Dopo la partenza a razzo, pur non segnando nelle due partite seguenti, l'olandese non ha comunque perso quelle caratteristiche che lo rendono unico nella rosa giallorossa. Basti pensare che in tre partite è il giocatore che ha toccato più palloni in area avversaria (25) ed è secondo solo a Nico Paz (20) per conclusioni tentate: ben 15. Sono tantissime, soprattutto per come a Trigoria si erano abituati con Ferguson e Dovbyk. L'irlandese è davanti con 27 (ma in 16 gare), Artem è già stato superato (13 partite) essendo a quota 10. In Inghilterra, i tifosi dell'Aston Villa lo avevano soprannominato "Cubo di Rubik" per quelle caratteristiche innate che rendono difficile per i difensori anticipare le sue mosse. La sua capacità di cambiare direzione creando situazioni pericolose, è l'arma in più con la quale Gasp intende ripartire. L'endorsement di Ranieri e la precisazione che il club non si aspetta per forza la Champions al primo anno, non cambiano l'obiettivo che si è messo in testa l'allenatore. "Priorità al campionato" ha ripetuto più volte. E se lo pensava e diceva prima senza Malen, figuriamoci ora.
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