Luis, saluti e baci

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – U.Trani) – In alto i calici, nello spogliatoio di Trigoria, per chiudere un ciclo, in un caldo pomeriggio primaverile, aspettando Vincenzo Montella, il primo candidato per la panchina della Roma per la stagione che verrà.

Luis Enrique fa un altro brindisi, dopo quello di martedì per il suo quarantaduesimo compleanno. Il bis è motivato. «Perché volevo festeggiare alla romana». Due porchette, panini alla mortadella, bottiglie di bianco frizzantino e di rosso sangiovese. Dai pasticcini e spumante di due giorni fa, si torna alla tradizione. Anche Totti, Heinze e Osvaldo avevano scelto lo stesso menu in questa stagione. Oltre ai giocatori, davanti all’asturiano si presentano anche Franco Baldini e Walter Sabatini. «Grazie di tutto» mormora Lucho che saluta come fosse già la sua ultima volta al centro sportivo Bernardini, dove invece si fermerà fino a sabato. Perché non ufficializzerà il divorzio prima di lunedì, dopo l’impegno di domenica pomeriggio a Cesena, ultima tappa di un torneo e di un’annata che sicuramente hanno stressato e deluso soprattutto lui. Luis Enrique, prima del brindisi, va in campo per l’allenamento. Gli occhi tristi. Abbattuto e con poca voglia di sorridere. Anche il campionato deve ancora finire, la Roma è già al giro di boa, dopo il fallimento in questa stagione, e il suo comandante è come se fosse già sceso dalla nave, abbandonata nonostante le pressioni del dg Baldini e di gran parte della squadra. Sono altre le pressioni che però hanno inciso di più sull’asturiano che ha già fatto sapere ai dirigenti di essere pronto a salutare, senza rispettare il contratto fino alla scadenza, fissata al 30 giugno del 2013. I giocatori hanno capito.

Dagli sguardi di Lucho, dagli atteggiamenti nelle ultime due settimane. I calciatori di lingua spagnola hanno avuto qualche indicazione in più essendosi confrontati con lo staff tecnico e ricevendo, ad esempio, la conferma da Moreno, il vice allenatore che ha disdetto del contratto di affitto della casa all’Eur. Dettagli, comunque. Solo Baldini ha creduto, e forse ci spera fino a lunedì, nel ripensamento. Gli altri dirigenti e i giocatori no. Sabatini, non solo attraverso l’agente dell’allenatore del Catania, ha bloccato Montella, proponendogli un biennale. Non è da escludere, anche se nessuno la confermerà mai, una telefonata del ds giallorosso al presidente Pulvirenti, fatta nei giorni scorsi. Per correttezza. Il club etneo, per cautelarsi, ha già contattato Marino e Di Carlo, tecnico del Chievo, per sostituire l’Aeroplanino. «Il vento non si può trattenere» avverte Pietro Lo Monaco, l’ad della società siciliana che sta per passare al Genoa. «Non so se Vincenzo andrà via, ma qualsiasi sarà la sua decisione credo che lui debba pensare al bene della sua carriera».

Ma la Roma si è mossa prima, perché Sabatini, da più di due settimane, si era reso contro che Luis Enrique non sarebbe rimasto. Una curiosità: i Montella a Trigoria diventerebbero due. Da gennaio è tesserato anche Alessio, l’erede di Vincenzino, con i Giovanissimi Provinciali di Rinaudo: classe ’99, è attaccante come lo era il papà. La situazione è abbastanza chiara. Anche se nel calcio il ribaltone è sempre dietro l’angolo. Baldini stima, e anche tanto, Villas Boas. Ma al dg piace pure Montella: conosce l’uomo, ma anche l’allenatore che è andato a studiare sia a Barcellona da Guardiola che a Londra da Ancelotti (quando era al Chelsea). In Inghilterra si è confrontato proprio con Baldini e con Capello. Quest’ultimo rappresenta il colpo di teatro della vicenda. Mai scartarlo, anche se la sua figura sarebbe in forte contrasto con il percorso intrapreso dalla società giallorossa. I prossimi saranno giorni cruciali per la Roma. Domani l’assemblea dei soci di UniCredit, lunedì il cda giallorosso e l’uscita di scena di Luis Enrique, a seguire l’ufficializzazione del sostituto dell’asturiano e, cosa fondamentale, i nuovi colpi di mercato promessi da Baldini «per rinforzare la squadra in ogni reparto». Oltre al terzino olandese van der Wiel dell’Ajax e all’attaccante argentino Palacio del Genoa, sembra vicino anche il capoverdiano Rolando, centrale difensivo del Porto. Per lo stesso ruolo torna d’attualità l’argentino Matias Silvestre del Palermo che ammette: «Vorrei giocare in una squadra ambiziosa: ho l’età giusta per fare il salto di qualità. La Roma? Non mi sbilancio…». Se Pizarro non resterà al City, potrebbe tornare a casa, all’Universidad de Chile.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy