L'idea iniziale di Gasperini era quella di tenere Pellegrini per la seconda parte di gara, quando il gioco iniziava a farsi e duro e (for-se) lo spettro dei rigori iniziava ad avvicinarsi. Di specialisti in rosa ce ne sono pochi e il tecnico era ben consapevole che per 120 minuti non li avrebbe mai sostenuti. Koné alza bandiera bianca. Non era al 100% e non a caso martedì si era allenato a parte. Una settimana fa aveva alzato bandiera bianca per un fastidio muscolare generando anche un po' di tensione tra Gasp e lo staff medico. Oggi gli esami strumentali chiariranno l'entità dell'infortunio ma in caso di lesione si rivedrà solamente tra un circa un mese. Ma torniamo a Lorenzo - scrive Daniele Aloisi su Il Messaggero - che entra in campo col piglio giusto dopo il gol a Bologna che aveva addrizzato la gara del Dall'Ara. Con una magia su punizione colpisce il palo poi sul corner successivo confeziona l'assist per Ndicka. squadra. Ci riprova su punizione ma Ravaglia gli nega la gioia del gol che poi trova a dieci minuti dal termine. E il sesto tra campionato ed Europa, il più importante dopo quello alla Lazio. Mancano due mesi alla fine della stagione e Pellegrini sa benissimo che il tempo a disposizione per convincere la società a rinnovargli il contratto è poco. "Basta chiedermi di lui, lasciatelo in pace povero ragazzo", aveva detto il tecnico appena sette giorni fa. Prova a creargli un muro intorno, ma le voci sul suo futuro si moltiplicano ogni giorno che passa. Il 30 giugno scadrà il contratto e contatti per il rinnovo non ce ne sono stati. L'ingaggio pesa: guadagna 4,5 milioni più bonus, troppi per un club che ha come obiettivo quello di abbassare il monte ingaggi. Ora può tornare sotto la Juventus: Spalletti è un suo estimatore. Il futuro è sicuramente un rebus, di certo c'è che con molta probabilità queste possa essere le ultime settimane con la maglia giallorossa.
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