«Il luna park delle emozioni»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – F.Persili) Un «sogno». Un’idea «romantica». Una scelta «etica e coraggiosa, che fa bene al calcio italiano». Il ritorno di Zemanlandia scatena l’entusiasmo dei tifosi giallorossi.

Antonello Venditti, amico e cantore del boemo, ancora non ci crede: «Fino a quando la notizia non è ufficiale, non dico nulla. Aspetto la firma, poi, spero che ci sia più di un campionato per poter parlare di Zeman».

Fra i romanisti di stretta osservanza zemaniana, c’è l’attore Massimo Ghini: «Parlare del boemo è come parlare di uno di famiglia». Qualcosa di più di un allenatore: «un grande saggio, un maestro, l’ideale per (ri)costruire una squadra». Giovane, bella, ambiziosa: «Da uomo di spettacolo amo l’idea di calcio di Zeman». Effetti speciali ed emozioni. «Il 4-3-3 è più di uno schema, è una filosofia di vita. Fare un gol in più degli avversari». Giocarsela sempre, ma quanti rischi. «Ho ricordi meravigliosi e strazianti legati alla sua precedente esperienza sulla panchina della Roma», Massimo Ghini ripesca nell’album giallorosso l’immagine di quel Roma-Inter 4-5, «quando sul 4 pari Zeman invitava ancora la squadra ad andare avanti». La sua forza o il suo limite? «Mi piace il suo modo di concepire il calcio: non solo furbizia ma spettacolo». A preoccupare l’attore romano è, invece, una possibile impazienza della piazza: «Zitti e buoni, facciamolo lavorare. La sua scelta è la migliore possibile – prosegue Ghini – non solo per accompagnare il processo di crescita della società ma perché porta un’aria nuova nel calcio italiano».

Zeman è un sentimento, come disse una volta Frengo, il personaggio creato da Antonio Albanese, e i tifosi giallorossi sono legati a lui da una forma di amore che va oltre i risultati. «Si può vincere o meno, non importa: mi interessa, invece, fare bella figura da romanista, e con Zeman è possibile: per il suo calcio spettacolare e per il valore della persona», scolpisce l’attore Claudio Amendola, che racconta come, «dopo la delusione per lo scorso campionato, l’arrivo del boemo sia stato decisivo per convincermi a rinnovare la tessera». A chi sostiene che quella di Zeman possa essere una minestra riscaldata, Amendola, con ironia, manda a dire: «Ma la pasta e fagioli riscaldata è più buona e più saporita…».

Anche l’attore Edoardo Pesce non vede l’ora «di andare allo stadio» per godersi dal vivo la sceneggiatura del suo calcio con la zona dura e pura, i tagli, il pressing, la linea del fuorigioco alta: «Prenderemo un sacco di gol ma ne faremo anche tantissimi. In ogni caso, ci sarà sempre da divertirsi. Come andare al luna park e tornare bambini.

«Mi piace che la Roma insegua dei sogni romantici», il cantautore Marco Conidi si dichiara «felicissimo» per l’arrivo del boemo, un uomo di valore, con una visione etica e il coraggio di chi non si nasconde dietro ipocrisie o frasi di comodo: «Zeman è la faccia pulita del calcio». E lavorare con lui «è una scuola formidabile» per tutti quei ragazzi che hanno talento e voglia di fare, aggiunge Conidi: «Lamela e Bojan potranno fare il salto di qualità, altri saranno rigenerati dalla cura Zeman. Sono convinto che vedremo De Rossi a livelli pazzeschi e Totti ritroverà l’allenatore che in questi anni non ha mai fatto mistero della stima che nutre nei suoi confronti». Alla speranza di «rinforzi e di una fase difensiva più attenta» si accompagna un’idea romantica, un sogno, forse. Non succede, ma se succede? «Vincere con Zeman in panchina sarebbe ancora più bello…».

 

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