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Il Messaggero

Le strane giornate di Zaniolo, in bilico tra panchina e mercato

Getty Images

Nicolò da domenica sa che c’è il rischio di diventare la prima alternativa ai titolari

Redazione

L’esclusione di Nicolò Zaniolo al derby ha fatto rumore, scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero. Una scelta con la quale José Mourinho non solo si è assunto una grande responsabilità davanti a squadra e tifosi, ma potrebbe anche aver tracciato la strada per il futuro. Il portoghese al termine della partita, ha evidenziato quanto la decisione sia stata ponderata e pianificata: “È stato fatto un cambio significativo nella nostra struttura offensiva e difensiva. Un cambio su cui scherzavo prima della partita e ho detto a Tiago Pinto ‘Se vinciamo siamo tutti fenomeni e stanno tutti zitti, se perdiamo tutti i fenomeni festeggiano’, anche quelli della tv portoghese che fanno le partite italiane". Non una scelta disciplinare, ma puramente tecnica. Ma quali saranno gli strascichi emotivi e tecnici che si porterà avanti Zaniolo? Nicolò ha partecipato alla festa con la squadra, ha sorriso e abbracciato tutti perché vincere contro la Lazio, ad oggi, ha rappresentato il punto più alto della stagione, ma dentro di sé non era pienamente appagato e sa che c’è il rischio di diventare la prima alternativa ai titolari. La panchina, come è giusto che sia, l’ha accettata senza battere ciglio, ma forse qualche minuto nel finale lo avrebbe aiutato dal punto di vista mentale. Soprattutto dopo la pessima settimana che ha vissuto, cominciata con una prestazione incolore a Udine (proprio per preservarsi per il derby) proseguita con i fischi dell’Olimpico in Conference League e terminata con l’esclusione di domenica. Nessun caso, anche perché in queste ore Zaniolo è concentrato sulla Nazionale. Tuttavia, è inutile girarci intorno, il futuro è ancora da scrivere: Tiago Pinto non lo ha chiamato per il rinnovo contrattuale (scadenza 2024) e club come Juventus, Milan, United, Tottenham e Psg sarebbero interessati ad avvicinarlo. E la Roma ad ascoltarli. E a proposito dei bianconeri, la rottura con Paulo Dybala potrebbe aprire le porte proprio a Nicolò, anche perché le richieste d’ingaggio sarebbero più basse rispetto a quelle della Joya (contratto da 4/5 milioni). L’unico scoglio da superare è il costo del cartellino che si aggira intorno ai 40/45 milioni. Resta solo da valutare quale sarà in estate la volontà del giocatore.