Le parole del Prefetto: "Qualche rischio c'è ma siamo in grado di gestire eventi così importanti Erano cambiate le condizioni, così si è deciso di far giocare la partita domenica alle 12"

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Caos derby, Onorato: "Massima fiducia nella decisione di Prefettura e Questura"

La domenica di Roma, tra derby e finale degli Internazionali di tennis, sarà l'occasione "per dimostrare ancora una volta che la Capitale è in grado di gestire eventi importanti". Lo sostiene il Prefetto Lamberto Giannini, in un'intervista rilasciata a Il Messaggero.

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Prefetto, per evitare rischi alla città lei aveva deciso di spostare il derby Roma-Lazio da domenica a lunedì alle 20.45. Cosa è successo dopo? "La gestione dell'ordine pubblico richiede valutazioni continue in relazione all'evoluzione della situazione. E in questo caso ci sono stati alcuni cambiamenti. Mi riferisco in primis all'indicazione fornita dal Tar, ma soprattutto a una serie di iniziative che abbiamo chiesto, e ottenuto, per migliorare la sicurezza. Devo dire, poi, che si è tenuto conto anche della possibilità, espressa da una parte della tifoseria della Roma, di disertare lo stadio in caso di partita al lunedi sera. E chiaro che a quel punto ci sarebbe stata la necessità di dover gestire la contemporanea presenza esterna allo stadio di tifoseria e ultrà. Penso che tutto questo potrebbe sintetizzarsi con il fatto che l'ordine pubblico, e la sua gestione, è soggetto a una valutazione dinamica".

Al di là della sicurezza, c'è in ballo anche il tema dell'immagine della città, che in caso di incidenti rischia di essere macchiata proprio nel momento in cui sta esprimendo il meglio di sé. E questo per la mancata programmazione da parte della Lega Calcio, che evidentemente ha a cuore tutto tranne che la Capitale. "Sicuramente c'è stato un problema, però sono altrettanto certo che non si ripeterà più. Per quanto riguarda il rischio, sicuramente c'è un rischio, come per tutti gli eventi di questo calibro, ma ritengo possano esserci le condizioni per gestire tutto al meglio delle concrete possi-bilità. Allo stesso tempo c'è anche l'opportunità di dimostrare ancora una volta che Roma è in grado di gestire eventi importanti, facendolo insieme. Voglio ringraziare per tutto il sostegno che c'è stato in questo percorso, non sempre facilissimo, da parte del sindaco e da parte del presidente della Regione che hanno sempre chiaramente a cuore le ragioni della città e che si sono molto adoperati in queste fasi, dando un grande sostegno alle decisioni che sono state prese".

Se guardiamo come è andata a finire lei è l'unico che si è preso la responsabilità di decidere. Cosa che non ha fatto il Tar e che non ha fatto nemmeno la Lega calcio, arroccata su posizioni di assoluta chiusura a qualsiasi cambia-mento. E forse anche i club avrebbero potuto fare qualcosa di più, non crede? "Le decisioni che sono state prese sono arrivate dopo delle elaborazioni fatte in comitato per l'ordine e la sicurezza. E nostro compito prendere delle decisioni così come è nostro dovere mutarle se ci convinciamo che stanno cambiando le condizioni oppure se ci sono maggiori garanzie di sicurezza da parte di chi organizza gli eventi. In questo caso devo dire che ha influito anche il fatto che si andava ad impattare su eventi previsti in altre città italiane. Voglio aggiungere che noi abbiamo un grandissimo rispetto per le tifoserie".

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