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Il Messaggero

L’alfabeto 2021 della Roma: dodici mesi pieni di delusioni e poche gioie

Getty Images

Se ne va, tristemente, un altro anno, l’ennesimo senza una mezza vittoria

Redazione

Il 2021 per la Roma è stato caratterizzato da molti bassi e pochi acuti, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Ripercorriamo le principali tappe di questo anno che sta per finire.

ASTINENZA – Se ne va, tristemente, un altro anno, l’ennesimo senza una mezza vittoria. Zero assoluto, dal maggio del 2008. Il romanista soffre, vive nella sua frustrazione. E spera sia l’ultimo anno senza vincere. Ma non è così, da 13 anni. Troppi.

BORJA MAYORAL  -Due ère nella stessa annata: da capocannoniere di Europa League a emarginato illustre. Da vice Dzeko a vice nessuno. Tanto per Fonseca, poco per Mou. Il ragazzo si farà, altrove.

CAPITANO  - La fascia della discordia – sottratta da Fonseca a Dzeko per punizione – ha trovato pace: Lorenzo Pellegrini, romano con i gradi, come da tradizione, lunga e gloriosa, da Di Bartolomei a Totti. Un magnifico onere per chi è nato con la Roma sulla pelle.

DERBY  - L’angoscioso derby senza pubblico dello scorso 15 maggio e quello giocato a settembre, con il ritorno dei tifosi. La Roma ne ha vinto uno, il primo, che contava poco e ha perso, male, il secondo. In tutti e due ha segnato Pedro, ma una volta ha fatto male.

EUROPA - C’è la Conference, dici è sempre Europa. Come l’Europa League? No. Come la Champions? Ma nooo. È una piccola Europa, di riserva della riserva. Ecco, si faccia in modo di tornare sul grande palcoscenico. Serve a tutti: alla gente, alla Roma e le sue tasche. All’orgoglio. Petto in fuori e pedalare, il cammino è lungo.

FONSECA  - Elegante, aziendalista, con qualche buona idea, ma con poca personalità. Forse ha pagato per questa mancanza e la sfortuna di aver giocato quasi sempre a porte chiuse. Altro calcio, troppo stretto per lui. Doveva andare alla Fiorentina, al Tottenham, ma è rimasto a guardare. Qui lo rimpiangono in pochi.

GIOVANI  - Da Darboe a Zalewski, da Felix a Bove, prima Fonseca e ora Mourinho li hanno gettati nella mischia, ora sta a loro dimostrare, qui o altrove. Non tutti i giovani riescono col buco.

HORROR  - Sei gol presi a Manchester nella scorsa semifinale di Europa League (Fonseca); otto in due partite con il Bodo (Mourinho); tre presi dall’Inter senza nemmeno provare a giocare (Mourinho); Diawara messo in campo a Verona e non poteva starci (Fonseca); sei sostituzioni contro lo Spezia e partita persa a tavolino(Fonseca). Meglio non pensarci più. Buonanotte.

INFORTUNI  - Un anno pieno di contrattempi, traumatici, muscolari, Covid, da Smalling e Pellegrini, da Kumbulla a Abraham. Si cambia allenatore ma il trend di infortuni resta lo stesso. Maledetta coerenza.

LEONARDOSpinazzola, lo aspettiamo tutti. Ci siamo. Ricomincia a correre e a sorridere.

MOURINHO  - Un nome, una garanzia. Uno che in casa ha tenuto l’imbattibilità in A per 43 partite, uno che ha vinto venticinque trofei in carriera. Uno che ha superato le mille panchine. Uno che ha ancora voglia di stupire. Fategli una squadra e vi porterà in paradiso. Speranza.

NUOVI  - Non sono bastati Rui Patricio, Viña, Abraham, Shomurodov. Serve molto di più per poter competere ad alto livello: Pinto è al lavoro, servono idee, visto che di soldi ne girano pochi. Roma non si costruisce in tre giorni e nemmeno in cinque mesi. Si spera non ci vogliano dieci anni.

OMICRON  - Fa parte di noi. E’ negli spogliatoi, nei campi da gioco, nei nostri pensieri e nelle parole. Fermiamola, senza doverci fermare di nuovo.

PINTOUn anno di Pinto, di (matita) blu. Mercati a riparare, inseguire. Coraggio, si può sempre migliorare.

QUATTRO MAGGIO  - La data dell’annuncio, uno squarcio di luce. Un pugno sullo stomaco. Il tweet di quel giorno magico: “La Roma è lieta di annunciare che José Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra a partire dalla stagione 2021-22. Con l’allenatore è stato raggiunto un accordo che lo legherà al-la Società fino al 30 giugno del 2024”. Quanti oggi, ripensandoci, hanno ancora i brividi.

ROSA -  La rosa era inadeguata con Fonseca, è rimasta modesta con Mou. Uno lo ha detto alla fine, lo Special ce lo ripete tutti i giorni. Cambia poco: per vincere, serve quantità e qualità. Profumo di rosa.

SILENZIO  - I Friedkin. Ci sono, li abbiamo visti. Ma che voce hanno? Tanti se lo chiedono, a molti non interessa. Diamogli tempo. Il silenzio (per ora) degli innocenti.

TOTTI - Che c’entra Totti? C’entra c’entra, c’entra. C’entra sempre.

UNITI - Dalle porte chiuse ai record di spettatori in presenza. Un Olimpico pieno, tifosi uniti e innamorati. Colori al vento e voglia di volare. Manca tutto il resto, ma non dipende dai tifosi.

VENTO - Il vento sta cambiando. Si dice sempre così all’inizio di un nuovo percorso. Con fiducia.

ZANIOLO  - Caro ragazzo, tieniti la sfortuna alle spalle. Vai, senza paure. Riprenditi la Roma, la Nazionale. Ti aspetta un anno di maturità. Auguri.