Il saluto di Totti era stato metabolizzato, quello di Daniele è arrivato inaspettato. Domenica all’Olimpico il clima sarà avvelenato per via della contestazione a Pallotta

Festa fa rima con protesta, nel match program di domenica sera, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Mai come stavolta il pubblico dell'Olimpico si farà sentire, prendendo posizione e quindi usando la voce per centrare contemporaneamente il doppio obiettivo: salutare De Rossi e contestare Pallotta.

Sono passati 2 anni esatti dall'addio di Totti, 28 maggio 2017, alla Roma e anche al calcio (giocato). Quel pomeriggio, caldo e lunghissimo, non ha niente a che vedere con la notte del 26 maggio 2019. Lacrime più che insulti, incassati comunque da Spalletti, quando fu inquadrato sui maxischermi, nonostante la qualificazione diretta in Champions e il record di punti in A del club giallorosso. In campo si presentò, udite udite, addirittura Pallotta per premiare Francesco e commuoversi come qualsiasi altro spettatore dell'interminabile abbraccio al fuoriclasse che ha vestito per 25 campionati la stessa maglia. Non sarà così, invece, tra tre giorni.

de rossi Sassuolo vs Roma - Serie A TIM 2018/2019

Il fine corsa di Totti fu, dunque, metabolizzato. Questo, no. Nessuno ha avuto il tempo di elaborare il lutto. Il timbro che Pallotta piazza con ferocia e arroganza sulla stagione iniziata male e finita peggio. Stravolto Daniele, perché ancora convinto di poter fare il giocatore e quindi costretto contro la sua volontà a sfilarsi la maglia giallorossa. L'alba del 14 maggio è diventata la coltellata al cuore della città.

Monta la rabbia e non c'è da stupirsi. Quella del giocatore, scaricato e umiliato. E della gente. Di strada in strada, nella Capitale. E di nazione in nazione. Coinvolto il pianeta: i giallorossi nel mondo si sono schierati contro la proprietà Usa. Striscioni e murales. Anche a Boston, dove risiede Pallotta. Lontano e assente.

Attesi circa 63.000 spettatori. E con loro i compagni dell'83, l'anno di nascita di Daniele. Che rifiuta l'esagerazione. Giro di campo con la moglie Sarah, la primogenita Gaia, la piccola Olivia e il pupetto Noah. Musiche e immagini. La targa che, assente il presidente (a Trigoria non ipotizzano lo sbarco a sorpresa), gli potrebbe consegnare Totti. Cerimonia breve e intensa. Se Daniele non ce la farà a parlare , pronta la lettera sul sito della Roma. La coreografia della Sud e lo stadio per lui. Come in ogni quartiere.

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