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rassegna stampa

La Serie A non si ritira

LaPresse

I club divisi sul lavoro in quarantena, tanti i giocatori ribelli. Inter e Roma pronti a continuare con gli allenamenti individuali

Redazione

La serie A continua correre su due piste parallele, scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero.

Ci sono i "furbetti del tamponcino" che nei centri sportivi sono già in clima partitella e quelli che, come Inter e Roma, invece, in ritiro non ci vogliono proprio andare.

La ripartenza, se ci sarà, resta un punto interrogativo. Come detto molti club non vogliono andare in clausura. Soprattutto ritengono il protocollo, per come scritto, inapplicabile. L'Inter l'ha esternato nella riunione di ieri. Ma a ruota ci sarebbero Roma, Napoli, Sampdoria, Udinese, Sassuolo, Milan, Cagliari, Verona, Atalanta, e Genoa.

Lunedì non andranno in ritiro e proseguiranno con gli allenamenti individuali e facoltativi. Dietro c'è la questione stipendi. Convocare i giocatori vuol dire far scattare il meccanismo stipendiale. E nessuno vuole rischiare senza una data ufficiale di ripresa del campionato. Allenamenti e partite non sono direttamente consequenziali e il nodo quarantena rende tutto troppo fragile.

Resta il problema dei medici (oggi nuovo incontro con Lega, Figc, ministro della Salute e Cts). Ieri si sono riuniti e hanno stilato un documento di tre pagine. All'interno sono evidenziate 12 criticità: sei assolute e sei relative. Viene sottolineato che il termine indicazioni è aleatorio e si chiede se diventeranno protocolli o linea guida. Non viene specificato come reperire i tamponi che in alcune regioni scarseggiano anche i macchinari per il test rapido sono complicati da trovare, per questo si chiede di usare un laboratori esterno che sia valido per tutti. Rifiutano la responsabilità assoluta e per questo chiedono anche delle assicurazioni. Infine viene messo l'accento sui ritiri. E mentre la Germania domani riparte l'Italia non fa passi in avanti.