La Serie A incendia lo scontro

Spadafora ieri ha ribadito che il 18 rimane un auspicio per la ripresa ed ha anche definito “ridicolo chi parla di complotto contro il calcio”

di Redazione, @forzaroma

Botta e risposta piccato a tarda sera tra serie A e governo. È forte il malcontento di molti presidenti verso le scelte di Palazzo Chigi (si sarebbe voluto aspettare oggi per replicare ma qualcuno invece ha forzato la mano per farlo prima), scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero.

La Lega considera il 14 giugno l’ultima data utile per far ripartire il campionato e i club vogliono 4 settimane per rimettere in condizione i calciatori e lo fanno capire bene dopo il consiglio informale di ieri in cui è emersa la delusione per il dpcm.

Spadafora ieri ha ribadito che il 18 rimane un auspicio per la ripresa ed ha anche definito “ridicolo chi parla di complotto contro il calcio“. E considera fastidiose le pressione fatte nei giorni scorsi: “Con me avete sbagliato strada“. Chiaro il riferimento anche alla Lazio che sempre ieri si è schierata contro: “Spadafora non aiuta il calcio italiano. Juve e Inter prendano posizione” ha detto il ds Tare.

Palazzo Chigi è in posizione di forza. Lo ha dimostrato il ministro dello sport che domenica sera ha tolto anche l’appiglio, seppur minimo, del 18 maggio che il premier, Giuseppe Conte poche ore prima aveva fissato.

Ma non va sottovalutato chi continua a remare contro. Il Brescia si è sfilato. La Juve non è uscita allo scoperto con dichiarazioni compromettenti ma di fatto è di quelle che non sono così contrarie allo stop.

Ieri durante un consiglio straordinario di Lega di A lui e il numero uno della Lazio, Claudio Lotito si sono scambiati qualche colpo. E con Juve e Inter ci sono diversi club che non hanno ambizioni e preferirebbero risparmiare quattro mesi di stipendi dei loro calciatori.

E pensare che nel pomeriggio la Figc aveva cambiato strategia abbandonando quel muro contro muro che ha portato solo sconfitte. Ma la vera battaglia si combatte sul protocollo medico. Non a caso ieri il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina è tornato sull’argomento: “Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta. La Commissione medico scientifica della Figc ha stilato un protocollo molto rigoroso ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del Coni e riconoscendo l’Fmsi quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto“.

 

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