La Serie A cerca garanzie

La Serie A cerca garanzie

La Lega rivoluziona il protocollo e ora attende il sì a misure meno restrittive: possibile via il 25

di Redazione, @forzaroma

La sensazione è che ogni volta che si stia toccando con la mano la ripartenza si torni puntualmente al via, scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero.

Più di qualcuno vuole vederci chiaro. O in chiaro, nel senso delle gare in tv (una delle richieste del governo). Questione di punti di vista. Il continuo tiro alla fune tra Palazzo Chigi e Figc e tra Federcalcio e squadre produce solo continui rinvii.

Il nuovo testo del protocollo redatto dai medici della serie A si basa su 4 punti fondamentali: niente ritiro o uno meno stringente, due tamponi ogni 4 giorni (ma c’è il problema dei reagenti) e test sierologici ogni tre giorni, no alla quarantena obbligatoria per tutta la squadra ma solo per il contagiato (così come stabilito dai protocolli della Germania e dell’Inghilterra) e infine la richiesta di conoscere entro 24/48 ore la data della ripresa del campionato (fondamentale perché pagare gli stipendi senza poi giocare sarebbe una doppia beffa). Praticamente tutto un altro protocollo rispetto ai paletti stringenti che il Cts aveva fissato. Soprattutto la quarantena e l’aumento di test su cui ha sempre mantenuto il punto. Non a caso si sta lavorando proprio ai fianchi del Comitato Tecnico Scientifico per far digerire tutto o parte di queste richieste. Stavolta il calcio è sicuro che sarà accontentato. Non subito, ieri due nuovi positivi (al secondo tampone) al Parma. Magari dal 25 quando forse anche la curva dei contagi sarà ancora più dolce.

Ora la palla è nella mani del premier Conte. Un via libera aumenterebbe di sicuro le sue quotazioni. Ha in agenda un incontro Gravina: da qui passa il destino della serie A. «Bisogna avere delle garanzie che per ora non ci sono» ha rimarcato il premier. Per la serie A la condizione fondamentale resta quella di abolire la quarantena per tutta la squadra. Fra una settimana il numero uno della Figc dovrà comunicare alla Uefa. Ecco perché il piano B dei play off è sempre pronto. Una extrema ratio.

Dalle pay tv c’era stata un’apertura a mandare in onda gare sui canali aperti. Magari tre ogni week-end (2 per sky e una per Dan). Il problema resta che il Ministro vorrebbe che fossero visibili sulla Rai. Si vedrà. Ma questo è comunque il prossimo tema su cui si accenderà un nuovo scontro. I presidenti di serie A sono già in guerra con le televisioni.

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