La rosa parla straniero: solo quattro gli italiani

Tra i titolari potrebbe esserci solo Daniele De Rossi, visto che Szczesny ha preso in mano le redini della porta e Totti ha davanti Dzeko

di Redazione, @forzaroma

“Il Messaggero” questa mattina in edicola prende in esame l’undici giallorosso che il 14 agosto ha affrontato il Siviglia,  evidenziando come non ci fosse un italiano in campo. Non è un problema, evidenziano dalla redazione del quotidiano romano, è una constatazione, forse amara, forse nostalgica.
Anche perché i nazionali erano in panchina, ovvero De Sanctis, Florenzi, De Rossi e Totti (più Capradossi, utile anche per i nuovi regolamenti). Ad occhio e croce, solo uno, forse due, potenziali titolari visto che Szczesny ha preso in mano le redini della porta, Florenzi, se lo consideriamo terzino, per ora dovrà stare dietro Maicon, che in questo momento appare in buone condizioni, Totti ha davanti Dzeko e comunque, è risaputo, le intenzioni sono di gestirlo e non considerarlo un semprepresente. Infine c’è De Rossi, che con il Siviglia non era al top e che, in teoria, dovrebbe prendere il posto di Keita in mezzo al campo.
E’ chiaro, il discorso dei troppi stranieri in campo vale anche per altre società, l’Inter su tutte. Ricordiamo i nuovi regolamenti per le composizione delle rose, quando ormai mancano quindici giorni scarsi alla fine del calciomercato.
1) La rosa a 25 calciatori, di cui 4 cresciuti in Italia e 4 nel vivaio del club per cui sono tesserati, invece è libero il tesseramento degli Under 21 (la stragrande maggioranza è italiana).
2) La riforma dei cosiddetti giovani di serie A: il giovane extracomunitario al primo tesseramento deve essere residente in Italia ed entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni (tali calciatori non possono essere utilizzati per la liberare il posto a un nuovo extracomunitario);
3) La sostituzione del calciatore extracomunitario: uno sarà possibile scambiarlo liberamente, il secondo deve avere un curriculum, ovvero deve essere stato convocato almeno due volte nell’ultimo anno nella Nazionale maggiore del suo paese oppure cinque volte negli ultimi tre anni.

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