La Roma yankee entra nell’euro

La Roma yankee entra nell’euro

Addio dollaro, l’affare si chiuderà a 705 milioni adottando la nostra valuta. Stretta di mano in video-conferenza Il negoziato ora è sul tavolo degli avvocati

di Redazione, @forzaroma

Dal dollaro all’euro. La Roma resta americana visto che passa da James Pallotta e Dan Friedkin entrambi cittadini Usa, ma dalla stretta di mano in videoconferenza di domenica scorsa a 3 mila chilometri di distanza fra Stoneham e Houston, alla firma del contratto (quasi sicuramente attraverso pec, cioè posta elettronica certificata), cambieranno molte cose, scrive Rosario Dimito su Il Messaggero

La società giallorossa costerà meno: 705 milioni. Come mai? Pallotta si accontenta di meno rispetto ai 790 milioni finora conosciuti? Nessun mistero, né sconti strani ed improvvisi. La transazione si sta chiudendo formalmente sullo stesso valore. Cambia la valuta. Finora il negoziato è avvenuto negli Usa, tra la sede del venditore (Boston) e quella del compratore (Houston). Adesso il contratto di compravendita relativo dell’82,1% della As Roma fra Neep holding (79%) e As Roma Spv Llc (3,1%) e una Newco che Dan Friedkin dovrebbe costituire ad hoc, va scritto in Italia con termini definiti in euro perché la società è quotata in piazza Affari e, naturalmente, gli investimenti sono avvenuti nella moneta avente corso legale in Italia.

Da ieri il negoziato, confermato ieri mattina dalla società giallorossa prima dell’apertura del mercato su richiesta della Consob, è sul tavolo dei legali per la stesura del contratto contenente tutte le modalità dell’operazione e le clausole di salvaguardia, cioè la regolamentazione del passaggio di proprietà. Per esempio dalle modalità di pagamento del prezzo, allo stipendio dei calciatori nel mese di dicembre durante il quale proprietario era Pallotta, alla sottoscrizione dell’aumento di capitale da 150 milioni di cui la tranche di gennaio è di 15 milioni. Non solo. La regolamentazione del contenzioso in essere alla firma e delle eventuali controversie che emergeranno in seguito ma imputabili alla gestione precedente, la definizione della nuova governance come i tempi per le dimissioni degli attuali 15 membri del cda espressione di Pallotta e la convocazione dell’assemblea dei soci per eleggere il nuovo consiglio.

Il cambio della guardia ha avuto, come era facile prevedere, riflessi sul titolo in Borsa che ha aperto con una forte domanda, cioè la richiesta di acquisto da parte della speculazione che vuol approfittare della situazione in vista dell’opa: dopo il trasferimento della maggioranza, l’offerta riservata ai piccoli risparmiatori (17,9%) verrà definita dalla Consob. Di solito la Commissione tiene conto del valore medio del titolo negli ultimi sei mesi: per effetto del rialzo del titolo di ieri, il prezzo medio è salito a 0,68 centesimi.

Anche gli aspetti finanziari rientrano nel contratto da stendere. Ma ormai si tratta solo di trovare una limatura tecnico-giuridica, al 99,9% il dado è tratto. Friedkin, assistito da JpMorgan sta progettando il futuro rilancio della Magica dal punto di vista calcistico e non solo. C’è un occhio vigile allo stadio da costruire. I terreni di Tor di Valle di proprietà della Eurnova di Luca Parnasi rientrano nella trattativa in corso fra l’immobiliarista romano, Unicredit che è il principale creditore del gruppo con 560 milioni circa e l’uomo d’affari ceco Rodovan Vitek. Il negoziato è in stand by in attesa di una decisione del tribunale fallimentare sull’istanza di fallimento su Parsitalia. Da quel che trapela da fonti coinvolte sul dossier, fino a quando non si troverà una quadra sul groviglio giuridico-finanziario, la trattativa sullo stadio non potrà aprirsi. E infatti Friedkin allo stato, resta alla finestra, seppure molto interessato.

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