La Roma vuole accelerare. Scontro con il Campidoglio

La Roma vuole accelerare. Scontro con il Campidoglio

A Trigoria vorrebbero il piano “bollinato” dal Comune senza troppi ritardi, al massimo dopo l’estate

di Redazione, @forzaroma

Noi così non firmiamo niente”, dicono i dirigenti dell’Urbanistica comunale. E lo stesso ripetono tanti consiglieri grillini. “Ma il progetto va salvaguardato”, insistono i dirigenti della Roma che, come scrivono Stefano Carina e Lorenzo De Cicco su Il Messaggero, vorrebbero il piano “bollinato” dal Campidoglio senza troppi ritardi, al massimo dopo l’estate.

Virginia Raggi sa che dopo avere appoggiato la svolta pro-stadio del febbraio 2017, affidandosi a Lanzalone, ora non può forzare la mano con i suoi. “Niente fughe in avanti o la maggioranza non tiene”, la avvertono i fedelissimi.

Ma non vuole nemmeno perdere l’asse strategico con la Roma. Dopo un’altra nottata difficile, ieri mattina, la sindaca ha incontrato il diggì giallorosso, Mauro Baldissoni. “Dobbiamo verificare tutte le carte”, dice la sindaca e avvia una due diligence interna già anticipata dal Messaggero. “Impossibile pensare a una variante prima del 2019″, traducono fonti qualificate del dipartimento Urbanistica. La Raggi per il momento temporeggia, mentre la Roma, che in Campidoglio ieri si è presentata con Baldissoni e il responsabile operativo Guido Fienga, non vorrebbe scostarsi troppo dal cronoprogramma originale, buttato giù prima della retata, che prevedeva l’ok dell’Aula Giulio Cesare addirittura a luglio, in piena estate, e la prima pietra nel 2018, per poi aprire l’impianto sportivo già per la stagione 2020-2021.

La Raggi, che non è stata coinvolta nell’inchiesta, vuole restare “nel solco della legalità”. E così, in un video diffuso ieri con Baldissoni di fianco, ha ripetuto che “se questa verifica darà esito positivo, si potrà continuare. Per tutto il resto, confidiamo nella magistratura”.

Tocca capire poi chi prenderebbe le redini della Eurnova, la società di Parnasi squassata dall’inchiesta. A sentire quanto trapelava ieri da ambienti della Roma, potrebbe essere un curatore interno, già nell’organico dell’azienda, l’opzione più rapida.

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