La Roma va a Nzonzi

La Roma va a Nzonzi

Il francese è il centrale ideale per la squadra di Di Francesco: con lui aumentano le variabili tattiche ma si riparte dal 4-3-3

di Redazione, @forzaroma

Steven Mike Christopher Nkemboanza Nzonzi c’è (contratto di quattro anni, al Siviglia 26,65 più 4 di bonus), Di Francesco esulta. Quella famosa velocizzazione della palla, con il francese (e con Pastore) dovrebbe essere un qualcosa di acquisito. Di garantito.

Nzonzi, maglia numero 42, sarà un punto di forza della Roma, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Nel Siviglia ha giocato in vari moduli, sempre come riferimento centrale: nel 4-3-3/ 4-1-4-1, o nel 4-2-3-1. Sfumature, specie tra i primi due moduli. Nella Roma, ad esempio, potrebbe giocare al fianco di De Rossi solo nel 4-2-3-1, negli altri moduli (quindi con tre centrocampisti) sarebbe molto più difficile, se non impossibile.

De Rossi e Nzonzi sono i due centrali, Strootman, Cristante, Pellegrini e Pastore sono le mezz’ali, per un centrocampo praticamente rivoluzionato. Con certi principi modificabili: Pastore trequartista nel 4-3-1-2 è una possibilità, al momento non troppo presa in considerazione, fatte salve certe situazioni di gioco che durante le partite possono presentarsi. Ed ecco che davanti all’argentino vedremo due punte più strette, tipo Dzeko e Schick. Ma la base, come detto è il 4-3-3. Nzonzi è il regista, il difensore davanti alla difesa. Ha forza, è alto 1,96 m per circa 75 kg, e qualità. Un ragionatore, un verticalizzatore. La Roma aveva bisogno di fisicità e di qualità.

Sa (dovrà) essere regista ed equilibratore, proprio per la sua capacità di andare al recupero del pallone. Sampaoli lo ha soprannominato el pulpo. Per via delle lunghe leve, capaci di intercettare e sradicare la palla dai piedi avversari e far ripartire l’azione in velocità. Da uno studio statistico realizzato sul campionato spagnolo è emerso che Nzonzi avesse una media altissima di passaggi riusciti a partita, quasi il 76 per cento, più di fenomeni come Iniesta, Modric e Busquets. Ha anche lui i suoi difetti. Non è velocissimo e non ha un grande predisposizione difensiva, non è eccezionale nell’uno contro uno. E soprattutto non segna molto.

 

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