La Roma riparte usando il 4-2-3-1

Di Francesco domani a Verona darà l’arrivederci allo schema 4-3-3. De Rossi rimane ancora in dubbio Nainggolan trequartista dietro Dzeko

di Redazione, @forzaroma

La Roma da domani, nel lunch match del Bentegodi contro il Verona, deve ricominciare a raccogliere quei risultati che l’hanno accompagnata fino al 16 dicembre in Roma-Cagliari, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.  La zona Champions è da riconquistare.  Adesso conterà, fino al 20 maggio, solo quello che succede in campo, con la Roma obbligata a riemergere in fretta.

Lo sa bene l’allenatore, che già martedì, alla ripresa degli allenamenti, ha avvertito il gruppo. Il sistema di gioco, già contro il Verona, potrebbe essere diverso, con il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Nelle esercitazioni, soprattutto in quelle di mercoledì e di ieri, è stato provato il nuovo assetto, con il lavoro mirato ai ruoli dei 3 centrocampisti. De Rossi, pur essendo tornato a disposizione, ancora non è pronto e rischia di rimandare il suo rientro, accomodandosi in panchina come domenica scorsa contro la Sampdoria. Così, dovendo schierare due mediani davanti alla linea difensiva titolare, il tecnico ha scelto Pellegrini e Strootman, alzando Nainggolan da trequartista nel rombo offensivo alle spalle di Dzeko.

Di Francesco, il 21 gennaio a San Siro contro l’Inter, accennò al cambio di sistema di gioco. Che, contro i nerazzurri, fu camaleontico. La Roma, quella sera, si è difesa con il 4-1-4-1, con Strootman play basso, con Pellegrini e Gerson interni e con El Shaarawy a destra e Nainggolan a sinistra, lasciando ovviamente Dzeko nel suo ruolo di centravanti. In fase offensiva, però, Nainggolan si è sempre accentrato, avanzando alle spalle della prima punta, con Gerson pronto ad allargarsi a sinistra. In attacco si è visto, dunque, il 4-2-3-1, proprio con Pellegrini e Strootman mediani. E’ l’idea che l’allenatore ha per la trasferta di Verona, con qualche interprete diverso davanti: da esterni alti, Under (il più in forma), El Shaarawy e Perotti si giocano i 2 posti non ancora assegnati (probabile il ballottaggio tra gli ultimi due, o magari pure la staffetta, essendo entrambi reduci da problemi muscolari).

L’obiettivo di Di Francesco è andare incontro alle esigenze di alcuni giocatori che, a quanto pare, si trovano più a loro agio con il 4-2-3-1. L’allenatore non dimentica che la priorità va alla squadra. E quindi all’equilibrio. Ma la mossa, preparata in settimana, ha un senso, in questo momento di carestia offensiva: l’attacco è solo l’8° del torneo. E, dunque, va aiutato a ritrovare la mira.

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