La Roma frena e perde la testa

di finconsadmin

(Il Messaggero-U.Trani) Il Cagliari fa l’ennesimo dispetto alla Roma: dopo due successi fila all’Olimpico, conquista il pari che serve soprattutto alla Juve, ora prima con un punto di vantaggio sui giallorossi. Che per la prima volta, in questo campionato, non segnano, proprio nella sera in cui il pubblico ricorda Amadei, centravanti dello scudetto del ’42: lo 0 a 0 è fatale per il primato. Senza Totti, uscito di scena il 18 ottobre, l’attacco fatica tantissimo: solo 4 reti in 5 gare. Ljajic stecca la seconda gara di fila e Borriello sembra fuori dal coro. Ma in assoluto il gruppo è stanco. I tre pareggi di fila confermano la flessione di gran parte dei titolari. Giocano sempre loro perché non esistono alternative di primo piano.

 

SPAZIO AI MIGLIORI
Garcia, avendo finalmente a disposizione Gervinho, cambia ancora il tridente, nella circostanza inedito: con l’ivoriano, subito protagonista, Ljajic e Florenzi. Ma deve intervenire anche in difesa, per il forfait di Balzaretti: a sinistra c’è Dodò. Insomma è la migliore Roma del momento: assente Totti e recuperato in extremis Borriello per la panchina, dove si siede Destro che torna all’Olimpico, da giocatore, dopo 6 mesi, le scelte del francese sono obbligate. Lopez replica proprio copiando il collega: 4-3-3, con Cossu e Ibarbo che si scambiano la posizione, spostandosi a turno al centro o sulla fascia destra, un po’ come fanno Gervinho e Ljajic alternandosi in mezzo e a sinistra.

 

DA AVRAMOV A DE SANCTIS
Gervinho, ultima gara il 18 ottobre contro il Napoli, spinge la Roma fin dall’inizio e buca spesso la linea difensiva del Cagliari. Avramov e Rossettini lo chiudono, quando entra per la prima volta in area. L’ivoriano è l’autentico trascinatore. Si fa coinvolgere anche Maicon, destro deviato ancora dal portiere serbo in angolo. Solo Ljajic fatica a entrare in partita, sbattendo sul muro rossoblu. Anche Pjanic e Strootman non sono in serata. Il Cagliari è ordinato e gioca palla a terra. Cossu da sinistra pennella per Ibarbo: colpo di testa e splendido intervento di De Sanctis, con Strootman che anticipa poi Dessena e mette in angolo. Il brivido alla mezz’ora, prima del gran finale di tempo: cross di Dodò, più utile in fase offensiva che da terzino, per Gervinho. Girata di testa e palo. E pochi secondi dopo lancio di De Rossi che libera Strootman in area, ma Avramov è ancora bravo e devia il destro dell’olandese.

 

CUORE E RABBIA
La Roma, dopo l’intervallo, inizia l’assalto che risulterà sterile. Avramov fa subito due parate: sul destro al volo di Florenzi e sulla rasoiata da fuori di Maicon. Alzando il baricentro, i giallorossi lasciano spazio al Cagliari in contropiede, anche se poi l’unico pericolo viene da palla inattiva. Corner di Cossu, torre di Conti e gol di testa di Sau che però è in fuorigioco. Celi annulla. La prima mossa, dalla panchina, è di Lopez: Pinilla per Sau. Garcia risponde, a metà tempo, con Borriello per Florenzi. Prima della mezz’ora Celi caccia dal campo sia Pulga, vice allenatore del Cagliari, che Garcia, svelto a salire in tribuna, accanto a Beccaccioli, per guidare la squadra dall’alto. E sostituire Maicon: dentro Bradley, da terzino destro, mancando Torosidis. De Sanctis è super sul tiro da fuori di Eriksson. Si ferma Benatia, ecco Burdisso per il recupero. Testa di Castan e di nuovo decisivo Avramov. È la sua notte non quella della Roma che scivola al secondo posto e si consola con i 7 punti di vantaggio sull’Inter quarta.

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