La Roma fa solo brutte figure

La Roma fa solo brutte figure

A cadere a Plzen è la Roma di Monchi: 10 acquisti del ds in campo dall’inizio, escluso capitan Manolas

di Redazione, @forzaroma

Il fondo è stato toccato. A Plzen. Il risultato in Repubblica Ceca non conta, la figuraccia però resta: la Roma, 3° ko nel gruppo G, riesce a chiudere la fase a gironi inchinandosi pure al Vitkoria, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Di Francesco, se la proprietà Usa non deciderà di esonerarlo oggi, deve battere domenica sera il Genoa all’Olimpico per tenersi il posto. Rispetto ad Ancelotti e a Spalletti, lui è agli ottavi di Champions (2° anno consecutivo). Ma la promozione non basta a Pallotta. E si sa dal 23 settembre, sconfitta di Bologna.

A cadere a Plzen è la Roma di Monchi: 10 acquisti del ds in campo dall’inizio, escluso capitan Manolas. La sconfitta arriva nella ripresa, ma già nel 1° tempo i giallorossi vanno al minimo. Non per colpa del turnover necessario, con vista sul campionato, nè della formazione ancora diversa, la ventunesima in 21 partite stagionali. Questione di ritmo. Fiacco e monotono. Gli interpreti camminano in campo. Scadenti nell’impegno. E attenti solo a non farsi male. Si preservano, senza stare a pensare alla qualità della prestazione. Che è sciatta.

Senza Dzeko ed El Shaarawy, Di Francesco è costretto a puntare su chi non meriterebbe nemmeno la convocazione. L’unico ad aver il coraggio di calciare in porta è Under. Questione di personalità e di intraprendenza. E di spessore. Di questi tempi fa gol solo lui del tridente. Suo il momentaneo pari nella ripresa, per replicare alla rete di Kovarik. Gli altri deludono e di chance ne hanno avute anche troppe. Kluivert, sull’altra corsia, va come sempre a strappi. Ma è solo fumo. Ogni giocata sa di bruciato. Tossico per il reparto. Peggiora di partita in partita anche Schick, al 6° match di fila da titolare. Presidia l’area e fa sentire la sua presenza. Ma da stopper e non da centravanti. Difende e non attacca. Meglio darlo in prestito. Senza perdersi in ulteriori riflessioni. Pastore si riaffaccia nel rombo offensivo: da vecchia gloria.

Non è che la difesa si comporti meglio dell’attacco. Fuori casa, in Champions, la Roma prende gol da 31 gare. Sono passati quasi 12 anni dal successo di Lione (0-2), ultima volta senza subire reti. Recentemente la linea a 4 non è nemmeno protetta: stanchi i mediani Cristante e Nzonzi che non possono riposare. Appena finiscono il fiato, anche i compagni escono di scena. Flessione di gruppo. E’ successo pure a Plzen, dopo il calo di Cagliari. Nelle ultime 9 partite, sempre incassato almeno 1 gol. Santon si addormenta e il Viktoria festeggia con Kovarik e poi con Chory. Marcano fa l’en plein: 4 presenze da titolare e 4 ko. Lo stesso Mirante debutta in Champions proprio come in campionato (da giallorosso) a Udine: perdendo. Rosso vergogna per Luca Pellegrini. I ricambi non sono affidabili. Ancora non c’è però la certezza che siano peggio di quelli di un anno fa. Anche perché a gennaio non dovrebbe tornare certo Jonathan Silva (ovviamente convalescente).

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