La Roma di Jim esce di scena

L’era Pallotta si chiude con un’altra delusione: in Germania il Siviglia spegne amaramente i sogni europei dei giallorossi

di Redazione, @forzaroma

Pallotta saluta alla sua maniera: da perdente, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Addio anche all’Europa League: adesso la stagione è ufficialmente fallimentare.

Sfumata la Champions in campionato, con il 4° posto lasciato alla Lazio, la Roma chiude la sua annata deludente nel modo peggior: con il 13° ko su 49 partite con Fonseca in panchina, timida e impreparata si inchina al Siviglia (2-0).

Friedkin, insomma, sa che cosa lo aspetta nella Capitale. E, vista la prestazione di Lopez, va subito risolto il problema numero 1: il portiere.

L’illusione c’è stata. La Roma, almeno nelle ultime 8 partite di campionato (7 vittorie e il pari con l’Inter), ha dato l’impressione di essere ripartita. Rigenerata e restaurata dal 3-4-2-1, virata tattica decisa all’inizio di luglio. Più solida e fisicamente in crescendo. Appena i giocatori hanno varcato il confine, si sono accorti che in Europa si viaggia ad altro (alto) ritmo. Il 1° tempo di Duisburg ha evidenziato la differenza che c’è tra calcio locale e internazionale. Il Siviglia, imbattuto da 18 partite, ha alzato subito il baricentro e si è preso il controllo della partita. Con il pressing. All’intervallo è arrivato avanti di 2 reti, ma a impressionare è stato il dominio del match nella corsa e nella finalizzazione.

Il ds del Siviglia è Monchi che l’anno scorso lasciò, criticato e anche insultato, la Capitale.  Di sicuro, però, non è stato lui a spendere 30 milioni (23,5 più il 50 per cento della rivendita di Sanabia) per portare a Trigoria il portiere Lopez. Che consegna la qualificazione alla squadra spagnola: papera sul 1° gol, palla che passa sotto il corpo, e incertezza sul 2°, esco o non esco come non accade più nemmeno al parco. Doppia gaffe fatale.

I compagni partecipano al disastro. Nell’azione del vantaggio, a metà tempo, Peres si fa scappare Reguilon, Ibanez lo accompagna al tiro senza intervenire. E, prima dell’intervallo, si fa saltare ingenuamente da Ocampos che permette il tocco a porta vuota di El-Nesyri per il raddoppio. È acerbo e da svezzare. il suo debutto in Europa League è agghiacciante.

 

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