«La Roma deve puntare in alto»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – L.Danza) – Saltando da un microfono all’altro, Nicolas Burdisso ieri ha fatto il punto della situazione, sua e della Roma. Con estrema lucidità, e sincerità. «Come va? Tutti stiamo spingendo, è stato un bel mese di lavoro. Siamo alla fine di questo secondo ritiro, è stato un bel mese per lavorare e conoscerci. Stiamo bene, penso che siamo in crescita e che stiamo facendo ciò che vuole il mister. Si sta creando un gruppo forte, credo si possa puntare più in alto possibile», ha confidato a Roma Channel. «Zeman? Da una parte me lo aspettavo così, dall’altra sto imparando tanto anche dal punto di vista offensivo», ha aggiunto a Sky.

Poi, in ordine sparso. «Il nostro obiettivo è chiaro: lottare per lo scudetto. Il gruppo si è rinforzato tanto, sono arrivati giocatori più pronti per puntare in alto, poi parlerà il campo. Ci sono squadre forti come la Juve che si è rinforzata, poi ci siamo noi, il Milan, l’Inter e il Napoli. Sarà una lotta. Sicuramente mi ha colpito in maniera positiva il comportamento della società: si è formata una squadra più matura, dobbiamo dimostrarlo sul campo ma credo che siamo pronti. Io il migliore acquisto della difesa? Ci tenevo tanto a rientrare, so che ci vuole ancora tanto per tornare come prima e meglio di prima, però sono arrivati ragazzi bravi come Castan e abbiamo scoperto Romagnoli. Inoltre ci sono Balzaretti, Destro, Tachtsidis, Bradley, tutti campioni di cui avevamo bisogno, e adesso cominciamo a puntare in alto».

Ancora su alcuni singoli, Burdisso. «Castan e Romagnoli sono due certezze, anche se Alessio ha 17 anni, ma ha tantissima voglia di imparare, chiede sempre dove sbaglia e come può migliorare. Leo è uno di quei calciatori che ci servivano, per qualità, sostanza e maturità. Ha vinto la Libertadores, è prontissimo per fare bene a Roma».
Quindi Nico indossa i panni del maestro. «Lamela e Lopez sono bravi ragazzi e penso che la forma migliore di educare sia quella dell’esempio. A volte io rompo un pò le scatole dicendo di non parlare, di stare zitti. Bisogna essere pronti, avere un modo di lavorare dentro e fuori dal campo. Loro hanno qualità, sono in una squadra dove si punta sui giovani: se posso dare un aiuto lo do, ma la cosa importante è l’esempio».

Dai giovani ai meno giovani. «De Rossi blindato dalla società? Me l’aspettavo perché lui è un punto di riferimento, così come Francesco. Per me, per i giovani e per lo spogliatoio è importante che loro ci siano.[…]»

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