- CALCIOMERCATO
- PRIMAVERA AS ROMA
- FEMMINILE AS ROMA
- GIOVANILI AS ROMA
- COPPA ITALIA
- INFO BIGLIETTI
- FOTO
- REDAZIONE
Getty Images
"Attaccanti? Mi aspettavo piu supporto a giugno e luglio, ora è più difficile". "Non ha mai voluto parlare con noi, non voleva venire, non era interessato". "Raspadori? Aspettiamo una sua risposta domani". E ancora: "Se l'obiettivo è quello di valorizzare dei ragazzi, va benissimo, basta che sia tutto chiaro, facciamo giocare anche i sedicenni e anche i primavera, non è un problema". Provate a dare una logica a queste quattro considerazioni. La prima e l'ultima sono di Gasperini, nel post Roma-Torino. La seconda è di Ranieri, poco prima del match di coppa Italia. La terza - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - è di Massara nel pre gara di Roma-Sassuolo. Spoiler: difficile trovarla. Si dirà: ora con gli arrivi di Vaz e Malen (e c'è anche chi spera nel colpo in extremis targato Zirkzee), finalmente la farà finita. Paradossalmente, però, il problema non è quello. Ma è la comunicazione interna a Trigoria. Perché l'impressione è che spesso e volentieri al tecnico vengano dette e garantite delle cose che poi, per un motivo che può essere deputato al caso, alla sfortuna, non si verificano. E questo lo fa reagire. Perché se da un lato Gasp spinge sul mercato consapevole che a giugno dovrà probabilmente salutare almeno un pezzo da 90 (se basterà) e che quindi, per non ripartire da zero sono fondamentali gli introiti della Champions. questo campionato così atipico presenta, basta vedere il pari del Napoli di ieri - non può non essere attenta ai conti e a tutto ciò che ne segue. Uno scenario che con altri protagonisti abbiamo già vissuto tempo fa, sempre a Trigoria, quando i primi attori erano due portoghesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA