Quando entra nella sala stampa del Dall'Ara, accompagnato da Svilar, Gasperini accenna una smorfia. Come se stesse annusando l'aria che attorno alla sua Roma è cambiata nel giro di una settimana, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Prima il gol di Gatti, poi il colpo basso dell'ex De Rossi hanno stravolto umori e certezze. E allora di colpo l'Europa League diventa un'occasione. Addirittura doppia: da un lato serve per risollevarsi, dall'altra per regalarsi una seconda possibilità, oltre al campionato, per arrivare in Champions.Cosi anche l'ambizioso Gasp fa una leggera marcia indietro: "Le priorità sono entrambe, non abbiamo mai pensato di lasciare niente e di giocare al massimo per tutti gli obiettivi. Lo era anche la Coppa Italia... Poi non vedo come si possano fare delle scelte, no? Cioè, non è che si può giocare un po' meno. Si cerca di superare tutti i turni possibili in Europa e di fare il massimo in campionato ogni partita".

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La notte della verità
Una sfida che è anche il confronto a distanza tra lui e Italiano, due allenatori che hanno mostrato un ottimo feeling con le coppe: vittoria dell'Europa League e tre finali di Coppa Italia per Gasp, successo in Coppa Italia e due finali di Conference per il tecnico siciliano: "Per Vincenzo parlano i risultati, ma non solo quelli, anche le prestazioni di questa squadra che ha entusiasmato comunque una città. Non era facile raccogliere l'eredità di Thiago Motta, che due anni fa ha portato il Bologna in Champions. E lui l'ha fatto nel modo migliore, raggiungendo il consenso di tutti e anche con delle prestazioni di grande qualità". A Bologna, la Roma si gioca tanto. Aspettando Como, altro crocevia stagionale.
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