La doppia anima del possesso palla: conta la sua qualità, non la quantità

La doppia anima del possesso palla: conta la sua qualità, non la quantità

Contro il Cagliari la Roma è stata più pratica degli avversari: pochi fronzoli, tanta sostanza

di Redazione, @forzaroma

Diceva il Barone: “Se la palla l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare”. Anticipava, Nils Liedholm, l’importanza del possesso palla, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero. Dunque, si è più forti se si tiene il pallone più a lungo degli avversari? Di certo, se il pallone l’abbiamo noi non possiamo mai subire gol. E non subendo gol, si hanno più probabilità di vincere le partite.

In realtà, non sta scritto da nessuna parte che vantando una miglior percentuale si hanno più chance di vincere una partita. Questo perché non conta possedere il possesso della palla, ma come possederla.

Sabato all’Olimpico, la Roma ha strapazzato, malmenato il Cagliari (tre gol, due pali, una serie di grandi parate di Cragno e, di fatto, zero rischi) pur chiudendo la sfida con un possesso inferiore a quello dei sardi: 43,4% contro 56,6%. La Roma è stata più pratica: pochi fronzoli, tanta sostanza.

Ecco perché, sviluppando i temi legati al possesso palla, si è via via passati ad analizzare e ad interpretare altri dati: tipo possesso palla nella propria metà campo o in quella avversaria, le posizioni medie nei due tempi, le posizioni medie in possesso e anche in non possesso palla, il baricentro di squadra (lunghezza e larghezza media).

La Roma ha avuto 383 passaggi riusciti, il Cagliari addirittura 493 eppure il risultato non ammette discussioni. Forse per via delle 24 ripartenze romaniste contro le 9 del Cagliari. Della serie: voi tenete il pallone, noi ve lo freghiamo e andiamo in un amen a far gol.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy