La discrezionalità e la Var: non c’è posto per entrambe

La discrezionalità e la Var: non c’è posto per entrambe

L’utilizzo della tecnologia non può essere gestito a piacere. Massa ha sbagliato totalmente la gestione della gara

di Redazione, @forzaroma

L’ arbitraggio di Massa in Roma-Cagliari è stato un vero disastro e riapre temi su cui non si può transigere: la discrezionalità degli arbitri sull’utilizzo della tecnologia e la mancanza di uniformità non sono accettabili, scrive Massimo Caputi su Il Messaggero. La Var è uno strumento imprescindibile proprio perché evita errori e corregge interpretazioni sbagliate da parte degli arbitri: il suo utilizzo non può essere gestito a piacere. Figuriamoci da un arbitro, apparso inadeguato, come Massa. Ha totalmente sbagliato la gestione della gara passando senza logica, nell’arco dei 100 minuti di partita, dalla tolleranza alla fiscalità su episodi della medesima valenza, toccando poi il suo massimo quando ha atteso quasi 10’ minuti prima di comunicare la sua (non) decisione: annullare la rete di Kalinic, senza curarsi di andare al Var. La Roma e tutti noi ci interroghiamo poi su quali siano le differenze tra il rigore che ha dato il vantaggio alla squadra di Maran per il mani di Mancini (oltretutto l’azione incriminata parte da una punizione inesistente) e quello non fischiato a Lucioni nella gara contro il Lecce.

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