Il solito ritornello del progetto sperimentale

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – CURVA SUD P.Liguori) Non sarà la gara di oggi col Chievo a decidere le prospettive della Roma.

Come il primo tempo e il pareggio finale col Napoli non hanno modificato un giudizio ormai accertato di inadeguatezza dell’allenatore. Sabato lo ha difeso Baldini, con il solito ritornello: progetto nuovo, sperimentale, allenatore che deve ancora capire meglio. Ma se è così, perché nessuno chiede con quale stipendio è stato assunto questo giovane esordiente?

La società non ne parla, ma Luis ha il secondo stipendio della Serie A, dopo Mazzarri, alla pari con Allegri, che ha vinto lo scudetto. Guadagna più di Conte e di tutti gli altri. Quasi quattro volte Colantuono e Montella, che hanno fatto gli stessi punti con organici ben diversi.

Baldini ha fatto capire che nessuno all’inizio pretendeva l’Europa. Ma come, una squadra che è arrivata sesta, ha tenuto i suoi talenti Totti e De Rossi ha fatto un mercato da 68 milioni (sessantotto!!) non pretende l’Europa? Queste domande in curva se le fanno, anche se in televisione non si sentono. (…)  E grazie a quel grande uomo (prima ancora che giocatore), che si chiama Francesco Totti e per fortuna è nato a Roma a via Vetulonia, non sono riusciti a criminalizzare e irridere le critiche dei tifosi.

Perché Francesco ci ha messo la faccia, ha difeso i colori e la storia ed anche i suoi compagni e Luis e Baldini. Per l’ennesima volta, di fronte alla bufera, è intervenuto Francesco. Lo aveva fatto con i Sensi, Franco e Rosella. E lo ha fatto ancora. E per tre volte in questa stagione. Dopo i tragici preliminari di League, con la Juve all’andata, dopo Lecce e ancora di più. E il paradosso è che la dirigenza attuale aveva esordito annunciando la volontà di «superare Totti».

Adesso le carte sono scoperte: chi vuole guidare la Roma deve dimostrare davvero di meritarlo perché, come si dice al bar, le chiacchiere stanno a zero.

 

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